IL VASO ROTTO

Due fratelli e una sorella. Un salone grande. I genitori al cinema. Il grande organizza la partita della vita. Il piccolo si mette in porta. Il grande lancia la palla miniball verso il muro e in tuffo come Bettega ai tempi d’oro realizza gol mirabolanti. La folla è in piedi urlante. Ora è il momento decisivo. Questo gol può salvare una stagione. Lancia la miniball verso il muro, la mira non è precisa. La palla di rimbalzo colpisce uno dei due vasi che ornano la parte alta di una vetrina che custodisce preziose bomboniere di prime comunioni, matrimoni e battesimi. Come al rallentatore il vaso ondeggia, gira su se stesso una, due tre volte e poi decide di buttarsi giù nonostante un noooo soffocato dalle mani davanti alla bocca dei campioni.

Il vaso arriva con gran velocità dove non doveva e si separa in più pezzi che prendono direzioni diverse.

La tragedia è compiuta. Ma bisogna trovare una soluzione prima del rientro di mamma e papà. Il grande “qui sotto c’è un Tabacchi, scendo a comprare UHU che fa fili e non ti sporca UHU è l’attaccatutto pulito”.

10 minuti e inizia la più grande opera di ricostruzione che la storia dei vasi rotti ricordi. Rimane solo un buco. Il punto esatto dove ha toccato per prima terra. Ma sta in piedi alla grande. Viene rimesso al suo posto con il buco verso la parete. Sembra non sia successo nulla. Il patto di non dire niente a mamma e papà viene siglato con il sangue dai tre bambini.

Passano diversi mesi. Ma il momento della verità arriva per ogni cosa.

La mamma decide di spolverare quella cazzo di vetrina partendo da sopra. Da quei famosi vasi regalo di matrimonio. La casa è assopita in un tranquillo sabato pomeriggio. Ognuno è impegnato nei suoi passatempi preferiti. Chi legge, chi gioca con la Barbie e chi con i soldatini. Un terribile grido rompe il silenzio della casa. “Maaaarcoooooooo” ulula la mamma già sapendo il nome del maggiore indiziato. Il grande, dimentico del danno di alcuni mesi prima, arriva trafelato con un’ aureola in testa “Mamma cosa c’è? Non ho fatto niente. Ero in camera a leggere”

La mamma gli mostra il vaso e ironicamente “Tu sai niente di questo?”

Marco cerca di non dare peso alla cosa “Ah ma è una cosa di qualche mese fa. E poi se non avessi pulito lì sopra non te ne saresti mai accorta.” Dopo questa frase capisce che ha solo 3 secondi per abbandonare la zona prima che il tifone Mamma si abbatta su di lui. Come al solito l’amore vince sempre.

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