IL MIO NOME E’ VIDAL, PINO SILVESTRE VIDAL

E’ il solito lunedì. Metti giù un piede poi l’altro. Quella cazzo di pantofola che si va a mettere sempre sotto il letto nel punto esatto in cui le diagonali tracciate dai piedi del letto si intersecano. E’ il punto più lontano da tutti i lati. Ti metti a pelle di leopardo e con la punta del dito medio della mano destra riesci a farla venire  fuori. In pratica hai fatto del buon streching ma hai già capito che la giornata sarà tutta in salita. Fai per alzarti ma un lembo dei boxer si impiglia nel piedino e straaaapppp!! rimani con un gonnellino aperto stile indiano, la maglietta nera sì è attorcigliata sulla testa venendo fuori dal letto,  dando l’impressione di una lunga chioma corvina. Se entrasse qualcuno in camera all’improvviso vedrebbe chiaramente una delle eroine della Disney….Pochaontas.

E non sono arrivato in bagno.. ma i segnali che non è giornata sono in agguato.

Apri l’acqua della doccia. Scorre. Senti il rumore e il vapore che sale. Relax. Prendi il taglia basette per dare quella giusta rifinitura ai favoriti e track! ti cade per terra. Non si spegne ed inizia a dimenarsi come un cobra. Ti metti accovacciato come un Apache per catturarlo a mani nude e finalmente lo prendi. Ormai ti senti un cacciatore e gli premi la testa di plastica fino a spaccarla. Il rumore sordo ti fa tornare in te. Hai rotto il taglia basette. Addio 65,00 euro da Euronics. Ma sono un coglione!! Allora..forza facciamoci ‘sta doccia e speriamo bene.

Speranza vana…

Entri. Vapore. Sapone sul piatto doccia. Instabilità. Forte instabilità. Nebbia a banchi. Equilibrio a rischio. S’inizia a sentire in lontananza il tema di Giù la Testa del maestro Ennio Morricone. Al primo scion scion…inizi a perdere l’equilibrio. Ormai la caduta sulle terga è sicura. Fosse solo quella. A terra coperto dal vapore c’era il flacone del bagno schiuma Pino Silvestre Vidal da un litro. L’unico Bagno schiuma con il tappo a forma di pigna. E’ troppo tardi. Le mani non trovano appigli sulle mattonelle scivolose. Nel vapore più denso si consuma così un rapporto torbido e contronatura tra te e lui. Più volte tenti di alzarti e più volte ricadi sempre su di lui. Finalmente riesci a metterti su. Guardi in giù e vedi il flacone sdraiato che fuma una sigaretta. “Il mio nome è VIDAL, PINO SILVESTRE VIDAL” dice rilassato il flacone mentre fa i cerchi con il fumo. “Non sei male. Rivediamoci. Io sono sempre qui nella cabina doccia. Se non mi vedi chiedi a Neutro Roberts, lui sa come trovarmi.”

Ora il lunedì può avere inizio.

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