ZIO ORESTE

E’ ora di andare a letto e papino inizia a raccontare una storia al cucciolo d’uomo già sotto la sua copertina. Il cucciolo guarda rapito il suo papino che inizia con grande enfasi e gli occhi spalancati il suo magico racconto.

“C’era una volta, tanto tempo fa, in un luogo pieno di boschi, fiumi e laghi un piccolo regno in cui vivevano felici le lucciole…”

“Papà, la mamma dice che le lucciole sono quelle che tu guardi sempre quando passiamo dalla statale 96 per andare a Decathlon. E’ vero?”

“Spiritosa la mamma. No amore, sono degli insetti che emettono una luce bellissima e nelle notti d’estate, quando sono in piena attività, danno vita ad uno spettacolo bellissimo, magico.”

“Ma anche le lucciole della statale 96 fanno tanta luce con i fuochi che accendono con le ruote. Zio Oreste dice sempre “ah se quei copertoni potessero parlare”.

“Zio Oreste scherza, vuole dire chissà che avrebbero da raccontare quelle ruote su quando erano montate su camion e auto. Questo vuole dire Zio Oreste.”

“Papà Zio Oreste dice che lui le monterebbe non solo su camion e auto. Dice sempre così e poi ride da solo.”

“Amore mi sono seduto qui per raccontarti la storia di Pocaluce e non per sentire le battute da scaricatore di porto di Zio Oreste, noto puttaniere.”

“Cos’è un puttaniere, papà?”

“Amore ho detto panettiere, io per scherzare lo chiamo panettiere. Possiamo riprendere la storia?”

“Sì”

“Il piccolo regno delle lucciole si chiamava..”

“Lucciolandia….yawn “ il cucciolo sorride e sbadiglia. Conosce la storia e sa già tutti i nomi.

“In questo regno il Re che comandava su tutte le lucciole si chiamava….”

“Lu..ccio…lo..ne…” il cucciolo chiude gli occhi e si abbandona ad un sonno giusto. Il suo sorriso fa capire che gli è bastato sentire l’inizio di una storia che conosce a memoria per essere contento. Anche papino è crollato. E’ tutto piegato e dorme con la testa sui piedi del cucciolo.In questo quadro idilliaco entra la moglie che lo sveglia in silenzio. Lui apre gli occhioni e…

“Cosa c’è… mi ero addormentato”

“Hanno chiamato dalla Polizia. E’ per mio fratello Oreste.”

“Cos’è successo?”

“Sulla 96 hanno fatto una retata di prostitute e l’hanno trovato con una di quelle. Bisogna andare in Commissariato per delle formalità”

“Guarda me lo sentivo che sarebbe successo prima o poi”

“Scusa e come facevi a sentirtelo?”

“Lascia stare, senti a tuo marito, non andate più a Decathlon con Oreste. Cambiate negozio di articoli sportivi.”

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