L’ULTIMA PLAYLIST

E ora? Come lo dico a lei? E ai ragazzi?

Ciao vorrei dirvi che non mi rimane molto tempo. Andiamo a farci una delle ultime pizze? Domenica ci facciamo una passeggiata sul lungomare? In questi giorni sistemiamo le cose economiche e finanziarie?

Devo guardarli piangere? Sentire la loro disperazione, compassione, sofferenza?

Non riesco a pensare ad altro. Sono bloccato. E in ufficio?  Oh ragazzi sembra che non mangerò il panettone con voi quest’anno.

“Come? Ti hanno invitato ad andare via? Sono delle merde. Fatti dare un po’ di mensilità mi raccomando”

“No niente di tutto questo. Solo che non ho molto tempo da vivere e preferisco fare altro o magari no. Forse è meglio venire in ufficio altrimenti mi sembrerà peggio aspettare qualcosa fuori di qui.”

E poi aspettare di vedere le loro espressioni. No non dico niente. Tutto normale. Sarebbe insopportabile camminare, girarsi e vedere la gente accompagnarmi verso la fine come in una prova generale.

Certo che oggi c’è un maestrale che fa paura. Mi arrivano addosso gli spruzzi delle onde che sbattono sugli scogli. E se mi buttassi a mare? No ho troppo freddo. Poi che tristezza gli articoli sui giornali “Recuperato l’uomo che…ecc..”.

Non posso neanche buttarmi da un ponte in un fiume. Qui non ci sono fiumi.

Diceva bene Domenico Modugno “E’ vero credetemi è accaduto, di notte su di un ponte guardavo l’acqua scura con la dannata voglia di fare un tuffo giù”

Solo che arrivava un angelo vestito da passante che gli diceva che tutto era meraviglioso.

A me è arrivato un passante vestito da angelo “Scusi sa dove c’è la festa in maschera da queste parti?” e lì capisci che non c’è niente da fare. Come per l’uomo in frac con il suo papillon di seta blu. E’ andato giù e non è tornato. Ma quello era depresso. Io no. Sono solo incazzato.

Vado a prendere un cappuccino al solito bar. Mi accolgono come sempre “Uè Davide dove devi andare a mare quest’estate?”

“Dove vado sempre”

“Oh Davide cos’è? Stai incazzato? Mò ti metto tanta schiuma e ti faccio il cuoricino con la cioccolata. Eh? Che dici? Va bene?”

“Si. Si. Mi siedo qui”

“Questa è casa tua Davide. Vuoi il giornale?”

“No grazie sento un po’ di musica”

“Ora ti metto l’ultima playlist che ho fatto, una cosa a spaccare!”

“Bene ora l’ascolto. Dammi anche una brioche”

“Per te  tutto.”

Tanti brani. Uno per ogni momento da ricordare. I momenti da solo poi in due, poi in tre, poi in quattro. Ogni canzone  porta in dote una foto, un odore, delle espressioni stampate nella tua testa.

Se telefonando, Cento giorni , Per un ditino nel telefono, La canzone del sole, Anche per te, Innamorarsi a Milano, Ma ti muovi sempre amore, Lo stretto indispensabile, Mille giorni di te e di me, Ninna nanna del chicco di caffè, The circle of life, La leva calcistica del 68, Stairway to heaven, Father & Son, You’ve got a friend, Aggiungi un posto a tavola, Roma capoccia ed altre.

Uno tsunami di emozioni, sensazioni, ricordi mentre il sapore della brioche inzuppata nel cappuccino ti accompagna in questo viaggio meraviglioso dove i brutti ricordi sono banditi.

“Sono qui da più di un’ora ed ho sentito canzoni che mi hanno fatto rivedere tutta la mia vita”

“Lo so, noi baristi conosciamo bene i nostri migliori clienti. Oggi tu avevi bisogno di ricordare e io ti ho fatto il cappuccino con brioche con l’ultima playlist”.

Il barista dà le spalle a Davide per non farsi vedere mentre piange. Poi si gira.

Davide lo vede “Che hai?”

“Niente, niente è il vapore del beccuccio per fare la schiuma”

Davide va alla cassa per pagare. “Oggi offre la casa” gli sorride il barista.

“Grazie, che bella cosa, Angelo sei un amico. Ci vediamo”

Esce dal Bar, attraversa la strada.

Angelo sta mettendo a posto il tavolino che aveva occupato Davide. Sente una frenata. Delle grida. Sirena. Poi niente. Non c’è nulla da fare. Angelo non si è mosso. Lo sapeva che sarebbe andata così.

“Ho fatto solo il mio dovere. Gli ho fatto ascoltare l’ultima playlist come previsto. E’ l’ultima volta che faccio questo. Non mi piace fare gli anticipi. Per il prossimo chiedete ad un altro, non è per me.”

 

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