IL FARO DI ULLAPOOL – 2° episodio

Glasgow. E’ passato ormai un mese da quando Susan Miller ha vissuto quella nottata magica svanita poi nel nulla insieme al faro di Ullapool. E’ rimasto solo un maglione di cachemire che porta sempre con sé nella borsa. Continua a pensare a Thomas. Non riesce a liberare la mente. Non vuole liberarsene. Anzi vorrebbe rivederlo anche se c’è il problema che era vissuto nel 1789.

Ora la troviamo in un pub nel centro città. Con la sua amica Beth.  Al tavolo hanno qualcosa da mangiare, due birre e parlano. Parlano da un paio d’ore. Guardandole da lontano le vedi gesticolare, ridere, farsi serie, bere e scrivere qualcosa sui loro blocknotes. Intanto il pub è gremito.

Il volume della musica è sufficientemente basso per parlare ma alto quanto basta per ascoltare la canzone che sta andando. Dal labiale delle persone si capisce che canzone è  https://www.youtube.com/watch?v=K5_EBAzIPJM

Susan “E’ stato un sogno bellissimo Beth. Però sfugge dalla mia comprensione. Sono una biologa e guardo a cose concrete ma Thomas ha fatto saltare le mie certezze.” Si interrompe. Si sentiva osservata e guarda la grande vetrata che dà sulla strada. Tra gli inserti di legno rosso, sul quadrato di vetro vede chiaramente  il volto di Thomas che è per strada.

Si alza e corre fuori.

Beth ”Susan che c’è, dove corri?”

Nessuno. Non c’è nessuno. Eppure il volto era suo. L’avrebbe riconosciuto tra mille. Rientra nel pub.

E’ un po’ agitata. Il cuore le batte forte.

“Ero convinta che fosse lui. Sono sicura che era lui.”

“Ma chi lui? Thomas? Ma se hai detto che era del 1789, come può essere?”

Susan riprende a respirare normalmente, beve un po’ d’acqua. Si tranquillizza. Giusto il tempo di mettersi serena e uno dei giovani che serve ai tavoli le porta un biglietto.

“L’ha lasciato un signore che è andato via. Mi ha detto di darle questo.” Dice il ragazzo.

Lo legge “Lanark, 24 Febbraio, 22:45 Vieni al vecchio cotonificio.” Intrigo, magia, sogno.

“Mancano due giorni al 24. Devo andare a Lanark. Conosco il vecchio cotonificio.”

“Ma scusa Susan, non sai un cazzo di chi t’ha lasciato il biglietto e vai in un cotonificio abbandonato alle undici di sera. Non è normale.”

“Beth, voglio capire. Lo devo vedere almeno una volta. Voglio chiedergli… chi è, da dove viene, del faro scomparso, insomma lo voglio vedere”. Intanto nel pub va altra musica https://www.youtube.com/watch?v=_bQGRRolrg0&list=RD_bQGRRolrg0

Prendono con calma  le borse, le carte con i block notes,  pagano ed escono dal locale.

“Beth, per Lanark sono circa trenta miglia. Neanche un’ora e sono lì. Ti faccio sapere”

“Avvisami quando sei lì. Non fare cazzate. Se vedi che la situazione non ti convince salta in macchina e vai via. “

“Sono stata già con Thomas. Siamo stati abbracciati e basta. Ci siamo addormentati e poi io mi sono svegliata in auto. Beth ti ho già detto che devo capire”.

Le amiche si stringono e si baciano. “Ciao” “Ciao”

Glasgow 24 febbraio ore 21,30. Susan si mette in auto. L’aspetta…non sa chi o cosa. Ha solo un biglietto. Chi troverà a Lanark? L’eccitazione è tanta. Sta facendo una cosa che con la ragione non ha nulla a che vedere. E’ solo voglia di vivere qualcosa di speciale, di magico. Ha messo il maglione di cachemire azzurro. Quasi come se volesse ripetere un rituale già vissuto.

Chi non vorrebbe ritornare in un sogno che era stato meraviglioso. Lei ora ha un pezzo di carta per riviverne un altro. Esclude qualsiasi altra possibilità. E va verso Lanark.

E ci arriva. Eccola parcheggiare accanto al vecchio cotonificio. Secoli fa era quasi una città accanto ad un fiume dove producevano il cotone per tutto il Regno Unito. Ora è abbandonata. Le abitazioni sono intatte. E ricostruite negli ambienti come se ci fossero ancora i suoi abitanti. Di giorno è un luogo istruttivo per le scolaresche. Ora è tutto buio.

Solo una finestra è illuminata.

Si avvicina. Le gambe vanno da sole. Il silenzio è totale. Ah no inizia a sentire un motivo https://www.youtube.com/watch?v=TEVGLXVhhns sempre più forte. Ora lo sente benissimo, è struggente. La finestra è socchiusa. La spinge piano.

Senti dei passi alle sue spalle. “Susan” … è una voce che conosce. Si gira. E’ Thomas. Si avvicinano. Ora sono uno di fronte all’altro. Sembra essere tornati alla notte nel faro.

“Chi sei?” dice Susan abbracciandolo per risentire l’odore del sogno.

“Thomas. Sono Thomas” e stringe forte Susan “Devo dirti un po’ di cose”

“Non adesso. Aspetta. Abbiamo una cosa in sospeso”

Sono troppo vicini. Le bocche sono troppo vicine. E’ tutto troppo vicino. Ormai li divide un capello. Restano così per interminabili secondi. E’ l’attesa più bella tra due amanti. Sapere che il destino ormai è compiuto ma aspettare ancora per aumentare il desiderio che ormai è alle stelle. Ora sono una cosa sola. In piedi davanti all’uscio dell’unica casa illuminata nel cotonificio di Lanark. Si sente solo il rumore del fiume che scorre. La consapevolezza che potrebbe essere l’ultimo bacio li rende amanti al di sopra di ogni ragionevole stato di innamoramento. Anche l’aria dei polmoni degli amanti finisce ad un certo punto. Ora si guardano come se avessero incassato il giusto compenso per il tempo passato da quella notte al faro ad oggi. Le mani tornano a stringersi.

“Entriamo?” ora Thomas vuole parlare. Ha bisogno di raccontare cose per le quali ci vuole una grande capacità di comprensione.

“Sono qui per capire” Susan sorride. Sa di essere nel sogno e se lo vuole godere fino all’ultimo attimo. Sarà quel che sarà. E tiene stretta la mano di Thomas.

Ora sono dentro. La porta è chiusa ma la luce è ancora illuminata. Si sentono solo le note di  https://www.youtube.com/watch?v=fOVECbr-vsc    che ci portano così alla fine del secondo episodio.

to be continued….

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