IL VOLO DELL’ANGELO

“Mi piaceva quello che stava nascendo tra di noi ma non volevo correre. Volevo scoprire se eri la persona giusta. Lo sai che stavamo bene insieme?  Lo vedevo dalle cose che facevamo. Tu hai capito che mi piacciono le attività movimentate e non sedentarie. Ho apprezzato molto il fatto che hai voluto fare Bungee Jumping con me dal ponte più alto in Italia e dopo mi hai seguito nel volo dell’angelo su quell’interminabile cavo di acciaio sospeso tra due montagne. E’ vero, hai 58 anni ed io ne ho 28 ma l’entusiasmo è lo stesso. Mi dici sempre che con me ti senti con trent’anni di meno. Ah ti metto qui le pillole per la pressione e le supposte che devi mettere ogni quattro ore. Sono quelle che ha prescritto il dottore . Qui c’è il tuo bancomat. Ho prelevato mille euro. Te ne lascio 50 nel caso ti dovessero servire. Vista la situazione, per l’ultimo bonifico cerca di farmelo un po’ più corposo, ho molte spese. Chissà quando ci vedremo ormai.”

“Dicevo, abbiamo passato dei bei momenti in cui l’adrenalina scorreva a mille. Sai che avevo pensato che sarebbe stato bello fare l’amore subito dopo, ancora carichi di emozioni, lì sull’erba con indosso le imbracature ma poi ho pensato fosse una forzatura e ho lasciato perdere. A te sarebbe piaciuto? No non rispondere voglio rimanere nel dubbio. Mi intriga di più.

“Non dimentico che eri vicino a me quando ho provato a superare i 280kmh con la Ferrari di mio padre sull’autostrada completamente libera. Non me la sono presa quando gridavi che volevi scendere e che stavi per vomitare. Mi hai fatto tenerezza, ho visto una grande dolcezza nei tuoi occhi ma la cosa mi eccitava al punto che avrei voluto fare l’amore lì a 200kmh ma mi sarebbe sembrata una forzatura, un voler approfittare della tua vulnerabilità. A te sarebbe piaciuto? L’avresti voluto? No non rispondere. Lasciami nel dubbio.

“Se siamo qui è perché mi hai voluto dimostrare che sei un tipo competitivo come piace a me. La gara di motociclismo per sidecar non è facile per chi siede accanto alla moto nel sidecar. Deve stare attento a bilanciarsi ed essere coordinato con chi guida la moto. Purtroppo non siamo stati perfetti e tu sei rimasto sul palo della luce della statale. Per fortuna te la sei cavata con la frattura delle due gambe e quella della mascella. Fammi solo dei cenni. Ti capisco lo stesso. Dovrai avere un po’ di pazienza e tornerai ad essere un leone. Cosa vuoi dire? Ah chi è quello sulla porta?  E’ Kocis, un mio amico. E’ il mio personal trainer. Stasera ci facciamo una birra. Poi mi deve far fare degli esercizi su cui stiamo indietro nel programma. Sai sono quelli in cui mi prende da dietro e poi … vabbè dai è inutile che sto qui a descivere.

Tu riposati. Ho visto che c’è tua moglie nel corridoio. Arriverà a momenti, si è fermata a parlare con il dottore per sapere come stai. Io vado sta arrivando. Ciao ci sentiamo presto.

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“Come stai? Era lei quella che è uscita? Quella per la quale ti stavi uccidendo?

Hai finito di correrle appresso ora che ti sei ridotto come un burattino rotto? Il dottore ha detto che tutto tornerà a posto. Stupido di un deficiente. Così potrai tornare a casa. Ad una vita normale. Io ho pensato molto a quello che è successo. Va bene. Per certe cose hai ragione. Volevi una scossa e ora penso che l’hai avuta. I ragazzi ti verranno a trovare domani. Ti ho portato la fede. Dammi la mano che la rimetto al suo posto. Ma che sei bagnato vicino agli occhi? Ti mettono del collirio? Aspetta che ti asciugo. Ora che ti toglieranno l’ingessatura della mascella e ti metteranno tutti i denti al loro posto avrai un sorriso bellissimo. Sono sicura che riprenderemo tanti vecchi discorsi che avevamo abbandonato. Mi sa che dovrai fare delle belle passeggiate per riabilitare le gambe. Ne verrai fuori, ci sono io qui.

Non mi chiedere però di lanciarmi dal ponte. Se vuoi andiamo insieme sullo slittino sulla neve come quando i bambini erano piccoli. Prenotiamo in montagna te lo prometto.  Volevo farti una sorpresa ma te lo dico ora. Ho comprato un nuovo carrello per la spesa. Sai uno di quelli con gli ammortizzatori così quando andrai a comprare la Rocchetta in fusti da sei non sbanderai in curva. Qui c’è scritto che devi mettere la supposta, vuoi che te la metta io? Che mi vuoi dire? Ah viene l’infermiere, va bene. Allora vado. Stai su. Ciao.

2 pensieri su “IL VOLO DELL’ANGELO

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