autogrill

LA SCARPETTA COL PESTO

Pausa pranzo. Lungo l’autostrada. Eccoli qui. Sono in cinque. Qualcuno ha la cravatta e usa forchetta e coltello. Un altro non si toglie neanche il giaccone e sembra consumi l’ultimo panino della sua vita. Tutti nell’open space dell’Autogrill. Ognuno seduto al proprio tavolo, da solo. Guardano tutti nella stessa direzione. La televisione. Davanti a loro il vassoio del self service. Uno sguardo tra l’ebete e il lobotomizzato.

Le addette sono generose. Ti fanno certi piatti che potrebbero mangiare quattro persone a dieta. I clienti guardano con una certa soddisfazione le linguine al pesto. “Ci vuole il parmigiano?” è detto con enfasi. Sembra che ti dica “Come lo vuoi fare?” e il cliente, anche se non gli piace il parmigiano risponde “Si, me ne metta tanto tanto”. Poi va a pagare. “Glielo metto il caffè?” “si certo” “Allora vada che poi glielo porto io al tavolo” Che self service intrigante.

Quando non danno il tg ti mettono una di quelle fiction di cui senti dei dialoghi tipo “John non credo che verrà, è tutto finito” “Si, l’avevo capito. Freddy resta l’unica speranza” Già sei inebetito con la linguina con il pesto che ti scende dal lato del labbro, poi ti devi sforzare per capire se davvero Freddy rimane l’unica speranza ed ecco che l’addetto super operativo si ferma fra te e la televisione per riempire il carrello, alto tre metri di vassoi pieni di piatti sporchi. Quando si sposta è tutto finito. Non saprà mai di Freddy, se ha risolto il problema dove era l’unica speranza. Allora tanto vale pulire il piatto con un bel pezzo di pane per non lasciare del pesto neanche l’ombra.  Ora ci vuole un buon caffè. Via verso la zona bar. Una voce ti chiama suadente. Viene dalla tua sinistra. E’ un Toblerone al cioccolato fondente che vuole cambiare vita. Sono anni che vive lì. Vede i Mikado che vanno e vengono e lui sempre lì. L’uomo delle linguine al pesto lo prende. Pensa che lo darà a un figlio, un nipotino e invece non resiste. Dopo il caffè lo fa fuori sulle scalette dell’uscita dell’autogrill. Fuori c’è il sole.

Due passi verso la macchina. Un po’ di pesto torna sù ma è normale con la quantità che ne ha buttato giù. Il pomeriggio è ancora lungo. Lo aspettano chilometri e un paio di altri autogrill. Un pieno, un paio di pipì e chessè.

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