LA FUGA

Vedete quello lì? Non quello, quell’altro. Eh sì lui, è mio marito.  Che tipo. Certe volte potrei dirti esattamente cosa sta pensando in questo momento ed altre volte mi sembra di non conoscerlo.

Questa è la parte di lui che mi inquieta ma che mi piace. Il fatto che in mezzo a dieci cose possa combinarne qualcuna di non previsto mi fa stare in una situazione sempre di allerta positiva. Abbiamo figli grandi che hanno le loro vite e per fortuna non ci dobbiamo occupare di loro quotidianamente. La vita scorreva così, solite cose, soliti guai, gioie e malanni. Poi ha fatto qualcosa che non mi aspettavo. Mi ha chiesto se volevo scappare con lui.

“Facciamo qualcosa di eccitante, non diciamo niente a nessuno e andiamo lontano io e te. In un altro posto” mi ha detto

“Ma scusa, io sono tua moglie lo sanno tutti. Se scappiamo non se ne accorge nessuno. Penseranno che partiamo per un viaggio”

“Ma dai partiamo di notte con l’auto, passiamo di nascosto la frontiera e facciamo colazione in Francia”

“Intanto perché dobbiamo partire di notte scusa. Non possiamo partire con calma di mattina? E poi la frontiera tra Italia e Francia non ci sta. Possiamo passare sotto gli occhi di tutto, non capisco questo passare di nascosto”

“Era per creare un’atmosfera di rischio, di intrigo. Avevo pensato che nel letto mettevamo i cuscini sotto le lenzuola per far sembrare che eravamo lì e stavamo dormendo eh?”

“Benedetto figliolo, noi viviamo soli in casa, mica siamo in un carcere dove aprono lo spioncino per vedere se è tutto a posto..”

“E vabbè ma così non si crea mistero e intrigo. A me piace l’idea della fuga dalle rotture di palle di tutti i giorni, di crearci una zona franca fuori dalle regole soli io e te. Ma non a casa, in un posto che non conosciamo, dove non siamo mai stati.

Andare in un locale e ballare tutta la notte e poi fermarsi in un hotel sul mare ad aspettare l’alba” e mentre lo diceva aveva gli occhi grandi imploranti.

“Tu davvero allora vuoi fuggire con me?”

“Si, sto cercando di fartelo capire da mezz’ora. Voglio provare nuove sensazioni, giovani emozioni” e l’abbraccia forte.

Allora scatta la molla anche per lei. Cominciano a preparare i due trolley. Eccitati come due ragazzini alla loro prima notte fuori. Prendono vestiti, pigiami e tutto quello che può servire.

“Prendo la tachipirina?” “ Si prendila, sta nel mobiletto in bagno”

“Che dici metto la cravatta in valigia?” “ Prendila sì, può servire” e sorrisi di tutti e due.

Dopo i frenetici preparativi alla fuga senza mai una pausa guardano l’orologio. E’ mezzanotte. “Pensavo di scappare alle due, che dici?” “Sì. Fa più fuga di notte”

Si siedono sul divano e iniziano a parlare del percorso da fare per arrivare in Francia in modo da fare colazione a Cannes. Sono vicini. Piano piano il loro corpi si inclinano e si addormentano dolcemente mentre parlano. Una testa appoggiata all’altra.

Vengono svegliati la mattina dalla figlia che aveva le chiavi di casa.

“Ma che sono questi trolley? Avete dormito sul divano?”

“Sì, volevamo fuggire ma ci siamo addormentati. E’ stato bello lo stesso” lei guarda il suo trasgressivo compagno… “Andiamo al Carrefour?” “Sì, bisogna prendere il finish, sono rimaste solo due pasticche”.

Sarà per un’altra volta.

2 pensieri su “LA FUGA

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