LA FATA DELLA CASA

Donato rientra in ufficio. Ha dimenticato le chiavi di casa sulla scrivania tra le carte. Lo zainetto sulla spalla gli fa compagnia. “Eccole lì, meno male, non vedo l’ora di tornare a casa. Mi aspetta una serata da solo. Sono tutti fuori, chissà cosa c’è su Netflix. Qualcosa trovo. Ordino una bella pizza blanche alle zucchine con una birra ghiacciata e poi a nanna”.

Fuori dall’ufficio però un forte temporale sta massaggiando vigorosamente  i tetti delle case. Arrivare alla macchina è una specie di Jeux sans frontiéres. Le pozze d’acqua sono tante e bagnarsi è d’obbligo.

Donato deve decidersi. Si concentra, si incurva, guarda fissa la sua auto e… al fischio istituzionale di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi parte di slancio. Con grande abilità scansa le prime pozze saltando come un atleta. Ora si ferma un attimo, lo attende l’ultima prova. Quella della pozza “misteriosa”. Donato chiede ai giudici di giocare il Jolly. Vuole tentare il tutto per tutto. E fa bene. Riesce ad arrivare all’auto senza prenderne una. I tifosi di Milano Marittima lo coprono di applausi. Poi tutto sparisce all’improvviso. I tifosi, i giudici, i concorrenti. Rimane Donato accanto alla sua auto sotto la pioggia. Passa anche un autobus che prende in pieno la pozza misteriosa svelandone il suo perfido segreto. Era una voragine. Alza due metri d’acqua che lo prendono in pieno vanificando la spettacolare performance di Jeux sans frontiéres di pochi secondi prima.

Entra in auto. Vorrebbe cantare Singing in the rain ma gli esce solo un “puttana eva!” neanche tanto intonato. Mette in moto e finalmente si dirige verso casa. La radio lo rilassa e ricomincia a pensare alla pizza e a questo punto anche ad una bella doccia calda prima di ordinarla. Il temporale si allontana e il futuro sembra già migliore. Ora bisogna trovare il posto alla macchina che non è cosa facile. Ma ha smesso di piovere e due passi si possono fare. Trovato. Posto auto trovato. Che culo, quasi sotto casa. Ora viaaaa. Meraviglioso. Uffa ascensore bloccato al terzo come al solito. Ascensoreeeeee. Due, tre colpetti ed ecco che le funi riprendono a muoversi per portare l’elevatore a PT.

Ah finalmente a casa. Entra e come al solito, per abitudine, anche se sa che non c’è nessuno, dice Buonasera. Preso dalle cose da sistemare non sente una voce di donna che gli dice Ciao. Si toglie tutta la roba bagnata, butta una cosa lì, una cosa là.

Apre il rubinetto della doccia, aspetta qualche secondo che l’acqua si riscaldi ed entra nella cabina. Non vede però l’ombra di una figura femminile sedersi sullo sgabello dove aveva messo l’accappatoio.

Doccia meravigliosa. Il pensiero della pizza ritorna perentorio. La fame lo porta a smettere di crogiolarsi sotto l’acqua. Apre la cabina. Si ferma impietrito.

Lei è lì seduta sullo sgabello. E sorride. “Non ti spaventare. Sono la nuova fata della casa. Quando sei entrato dalla porta ho risposto ciao al tuo buonasera ma non mi hai sentito. Tieni, prendi l’accappatoio. Sei tutto bagnato”

Donato prende l’accappatoio, lo indossa. Guarda i piedi cercando di metterli nelle ciabatte e ci riesce dopo qualche tempo. Alza lo sguardo e lei non c’è più.

“Nooo, deve essere la fame. Che deficiente. Ora chiamo la pizzeria.”

“Pronto? Uè Beppe sono Donato chiamavo per ordinare una pizza”

“Uè Donato, ma non sono due le pizze? Ha chiamato prima la tua amica.. Sei un vecchio puttaniere eh? Moglie e figli fuori e tu bella vita… Ti invidio vecchio pirata”

“Ma se sto da solo…” e chiude la telefonata.

Donato si gira e lei è seduta a tavola.  “Ti dispiace se ceno con te? Voglio conoscere le vostre abitudini prima di accettare l’incarico definitivo di fata della casa.”

Anche Donato si siede al tavolo, è senza parole. Ora suonano alla porta. Si alza e apre. Il ragazzo della pizzeria. “Una pizza e una birra. Sono setteeuroecinquanta.”

“Ma allora non sono due pizze?”

“No, una blanche alle zucchine e una birra ghiacciata”

Si volta e in cucina non c’è più nessuno. Nessuna fata della casa. La birra fresca e la pizza non gli vanno più. Vuole sentire la moglie al telefono. La chiama.

“Ciao cosa fai?” dice Donato con la voce mogia mogia

“Amore siamo allo Sheraton in riunione. Che voce che hai. Tutto a posto?” la moglie con voce squillante.

“Si si ti volevo dire che mi manchi. Quando torni? Non fare tardi che non mi piace stare solo a casa senza di te..”

“Dai non fare il fesso, vediti un film su Netflix, vedi che ne è uscito uno nuovo bellissimo di paura forte come piace a te, mi pare che si chiami “La fata della casa”, divertiti!”

 

2 pensieri su “LA FATA DELLA CASA

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