DUE FRUTTI ROSSI (disegno di Gianna Carucci)

La strada è trafficata come al solito e io cammino sul marciapiede pieno di gente che parla con la persona che ha al fianco o al telefono. Ogni giorno passo da questo pezzo di strada. Ci devo passare per forza anche se è così caotico e colorato. Sembra una tavolozza di un pittore che ha mischiato tutti colori con il pennello. Il rosso dei semafori, il verde degli enormi cartelloni pubblicitari e il blu delle vetrine di una grande catena di elettronica. Ho una fichissima borsa a tracolla di cuoio con il mio inseparabile pc e sono in ritardo, tanto per cambiare.

Cammino distratto, guardo in faccia le persone ma non per capire se le conosco. Le guardo così per vedere quanto sono tutte diverse oppure tutte uguali.

Mi vibra il telefono.

“Pronto? Ehi Benjamin, dove sei? Già in ufficio? Scusa ma io sono in ritardo. Ho ancora 15 minuti di strada, prenditi un caffè nel frattempo..dai le cornaccia che tieni.”

Rimetto il telefono in tasca e appena alzo la testa mi passa davanti una donna con gli occhiali, i capelli castani corti, un soprabito celeste e due grossi frutti rossi che non riesco a definire. Si gira verso di me e mi sorride.

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Direi lei non bella ma quella frutta strana come delle mele o arance enormi mi ha catturato. Forse loti, cachi o che ne so. Curiosità a mille.

Io poi adoro la frutta e mi sono sentito attratto assai assai. Mi vergogno a dire che, al pensiero fossero delle arance rosse di Sicilia così grandi, mi è venuta l’acquolina in bocca pensando ad una mega aranciata fresca con dentro i pezzetti di polpa.

La vedo entrare in una traversa della via principale, guardo l’ora e penso “Vedo dove va, voglio chiederle dove ha comprato quella frutta e poi raggiungo Benjamin”

Alzo il passo ed entro anche io nella traversa giusto in tempo per vederla entrare in un piccolo portone. Suono e mi apre lei. Non ha più i due grossi frutti tra le braccia.

“Desidera?” mi dice mentre appende dietro il portone il soprabito azzurro.

“Mi scusi, mi presento sono Alfred Branigham. Sono stato attratto da quei due grossi frutti che portava. Non ho mai visto niente di simile. Cosa sono?”

“Alfred, venga pure dentro. Mi capita spesso di suscitare l’interesse con i miei due grossi frutti. Ma l’aspetto esteriore è nulla rispetto al sapore, al contenuto ed alla consistenza. Sono speciali.”

L’interesse di Alfred cresce ogni secondo. Si è pure dimenticato di chiedere il nome alla donna. Prima si è concentrato sui due grossi frutti e non l’ha guardata in faccia. Lineamenti perfetti. Labbra non carnose ma ben disegnate. Si chiama Christine.

“Venga Alfred le faccio vedere i frutti e da dove vengono”

“Grazie non ho tanto tempo ma la seguo, voglio capire, solo 5 minuti e vado via”

Christine, gentilissima, lo porta lungo un corridoio stretto che termina in un grande giardino con strane piante dove Alfred può vedere i frutti grossi e rossi pendere e splendere alla luce del giorno.

Alfred, entusiasta, si avvicina alla prima pianta e prende tra le mani un frutto senza staccarlo. Lo annusa e ne rimane stupito. E’ un odore buonissimo e inebriante.

Non fa in tempo a girarsi che una mazza da baseball lo colpisce alla nuca e crolla tramortito col viso nel terreno.

To be continued…

 

 

 

 

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