DUE FRUTTI ROSSI (seconda parte)

 

 

Solo penombra e un dolore forte alla nuca. Alfred si tocca dietro la testa. Ha un sacchetto con del ghiaccio dentro che ormai si è squagliato e gli ha bagnato tutta la camicia. Le dita sfiorano un bozzo bello grosso. In lontananza sente della musica e  comprende perfettamente le parole:

“Se bruciasse la città da te, da te, da te io correrei…

E’ Massimo Ranieri  ma sulla sua voce  sta cantando una voce femminile. Gli sembra quella di Christine ma con il dolore alla nuca non riesce a capirlo.

Ora sta arrivando qualcuno. Apre la porta e accende una lampada dalla luce tenue.

“Come va? Ha ancora dolore?” è Christine.

“Ma si può sapere chi mi ha colpito? Dov’è il mio telefono, la mia borsa? Devo andare..” mentre parla fa una smorfia di dolore.

“Alfred mi spiace ma per ora non può andare da nessuna parte. Almeno fino a quando non terminiamo tutte le verifiche sulla sua idoneità”

“Ma di che idoneità sta parlando? Io devo andare in ufficio, ho gente che mi aspetta e solo perché ho fretta non chiamo la polizia. Sono stato aggredito. Ho un dolore fortissimo alla nuca. Insomma devo andare e basta.”

“Beh Alfred non mi chiede più dei frutti rossi e grossi che l’hanno attirata qui? Non vuole saperne più? Non è più curioso?”

“Già è vero, sono entrato qui per quello. Deve essere stato il colpo che ho avuto. Me ne sono completamente dimenticato e sinceramente ora non me ne frega niente.”

“Alfred non è stato il colpo. Le abbiamo fatto un prelievo dalla corteccia cerebrale nell’area dove risiede la curiosità. Lei ne è un portatore sano. Oggi è sempre più difficile trovarne. Ora non ne ha più. Ma con il tempo si riformerà. Non avrà nessun problema. Solo che non sarà curioso come prima. Non avrà le attrazioni che aveva prima. Se vedrà passare una come me con due strani frutti grossi e rossi mai visti non avrà la spinta a chiedersi cosa sono ed a seguirmi. Alfred noi l’abbiamo osservata per diverso tempo. Ha tutte le caratteristiche del nostro soggetto ideale. Il nostro è un progetto segreto.

Le persone curiose che cercano di capire, di andare oltre quello che vedono sono sempre meno e il nostro progetto prevede la creazione di una sostanza capace di sviluppare curiosità in quelli che ne sono completamente sprovvisti. Come avrà capito la preleviamo dai soggetti curiosi come lei.”

“Ma chi siete? Che progetto è? Come funziona? E’ un attività regolare? Ministero della Sanità? CNR? Università americane? Quanti come me sono stati messi in questa situazione? Non vi ha mai denunciato nessuno? E ora io come farò senza curiosità? Avrò interessi o qualsiasi cosa che non conosco non mi farà effetto? E sul lavoro? Che succederà?”

Alle spalle di Alfred, senza che lui se ne accorga, arriva un assistente di Christine e gli ridà una botta in testa.

“Chi ha fatto il prelievo?” urla Christine incazzata.

“Io, ma mi sa che ho sbagliato” dice l’assistente con la siringa in mano.

Intanto Alfred si riprende dalla seconda botta e incomincia a spogliarsi pronunciando parole esplicite su Christine e su come la vorrebbe e su cosa vorrebbe farle. Christine incomincia a correre inseguita da Alfred ormai nudo e grida “Imbecilli, gli avete prelevato l’inibizioneeeeeee”.

 

 

 

 

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