LA MACCHINA PER SCRIVERE – SECONDA PARTE

Anna ritorna a casa e cena con il nipote. L’argomento della serata è inevitabilmente l’uomo del “Riparo quello che fu”.

“Ho avuto sensazioni forti. Mi è sembrato che fosse il nonno o forse è stata solo la suggestione di vedere delle mani simili far “suonare” la macchina per scrivere. Però è stato bello, strano ma bello. Poi mi ha chiamato Anna, non so come lo sapesse.”

“Nonna, ti sembrava di avere proprio il nonno lì davanti a te?”

“Sì per un attimo mi è sembrato. Tanto domani devo tornare a prendere la macchina e gli dirò che è il solito fesso quando mi fa questi scherzi.”

La voce si incrina un po’. Anna piange appena ma gli occhi ridono come quando pensa alle cose che gli combinava l’uomo con cui aveva scelto di vivere per sempre.

Per lei è per sempre anche senza quella faccia da schiaffi accanto. Ora vuole stare un po’ sola a vedere qualche foto. Il nipote va in camera a studiare. Prende un album, forse una gita in montagna di tanti anni fa.

Il nonno in una bella foto ha ancora i capelli grigi e ride con una picozza in mano facendo lo stupido vicino ad una fontana. Quante risate quel giorno, i panini sbagliati dal ragazzo della salumeria e i sentieri percorsi a piedi tra gli alberi altissimi.

Si asciuga gli occhi, ma … non può essere. Si asciuga meglio con un fazzoletto. Il nonno ha la faccia di quello della bottega. Anna inclina la foto per vedere meglio.

“Ah mi sembrava di diventare pazza” ride Anna. Capisce che è molto suggestionata ed è meglio andare a dormire. Domani c’è da andare a ritirare la macchina per scrivere.”

Ora è domani. Anna sempre chic è vestita come se dovesse andare ad un appuntamento importante e cammina decisa. La borsa appesa al gomito con disinvoltura. Il Twin-set blu ed il filo di perle fanno il resto.

Arriva a “Riparo quello che fu”, entra e trova un ragazzo sui trenta.

“Buongiorno, non c’è il titolare? Dovrei ritirare una macchina da scrivere che ho portato ieri”

“Si signora è qui. Eccola. Purtroppo il titolare ha avuto un grave malore ed è in ospedale. L’ho portato io questa notte. Una volta ricoverato, dopo l’infarto, ha avuto la forza di dirmi che non deve nulla per la riparazione e che sta nel reparto di terapia intensiva di cardiologia. Mi è sembrato come se ci tenesse parecchio a farle sapere dove si trovava”

“Grazie mille. E ora non sa come sta?”

“Ho chiamato prima per sapere ma è una situazione molto delicata.”

“Mi può chiamare un taxi? Vorrei andare  a trovarlo. Non conosco però il cognome per chiedere di lui in ospedale.”

“Glielo chiamo subito. Pronto? Per favore un taxi in via traiano 27. Ok samba 12 in 5 minuti. Signora cinque minuti e il taxi è qui. Deve chiedere di Thomas De Bellis. Arrivederci.”

Anna arriva in ospedale e in pochi minuti è davanti alla vetrata che separa il corridoio dalla terapia intensiva. Esce il medico. “Chi è lei, una parente?

“No mi chiamo Anna, sono un’amica di Thomas. Sono venuta a trovarlo.

“Non dovrei farla entrare ma il paziente l’unica cosa che dice è Anna devo parlarti. Faccio un piccolo strappo. Si metta la mascherina, venga l’accompagno”

Entrano e si avvicinano al letto. Sullo schermo scuro con i fosfori verdi si vede chiaramente che il cuore di Thomas riprende vigore facendo stupire il medico.

La mano di Thomas che era chiusa in un pugno si apre come ad aspettare un’altra mano.

Anna, emozionata, mette piano la sua mano su quella di Thomas. Sente il calore della stretta. Gli occhi chiari di Anna sembrano chiedere “Dove sei stato? Non mi dovevi lasciare sola, stupido che sei. Sempre con le tue sorprese da scemo”

Sullo schermo scuro il tracciato verde dell’elettrocardiogramma inizia a disegnare parole “Sono sempre con te. Ieri mi ha dato una mano Thomas, domani sarà un altro.”

Il medico si avvicina e l’elettrocardiogramma riprende a dare la situazione del debole cuore ormai sfiancato. Le due mani si stringono fino a che una delle due inizia a mollare la presa. E’ il momento di salutarsi in attesa di ritrovarsi. Anna ha gli occhi lucidi ma è felice. Quello scemo continua a farle sorprese non sa da dove. Lo ha sempre amato anche per questo.

Thomas ha chiuso gli occhi. Anna si china, solleva la mascherina e gli dà un bacio sulla guancia “Grazie Thomas. Grazie anche per la riparazione. Scommetto funzionerà come prima.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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