I MIEI VICINI DI CASA

Io sono Alberti Fabio e faccio la terza elementare. Una delle maestre che abbiamo, perché ne abbiamo quattro, ci ha dato da fare una composizione (mio padre lo chiama tema ma lui ha quarant’anni ed è molto anziano) dal titolo “Descrivi i tuoi vicini di casa”. La composizione devo portarla dopo le feste di Pasqua. Allora oggi, mentre la mamma prepara il pranzo faccio il tema, come dice papà, così mi tolgo il pensiero.

Svolgimento:

I miei genitori hanno tre  vicini di casa ma non so i loro cognomi. Peró hanno dei soprannomi. Il primo è un signore antico. Lo  chiamiamo Occhio di Lince perchè ha un occhio sempre un pó socchiuso. Mio padre dice che ha un occhio offeso però l’altro no.

Un giorno ero solo a casa ed ha citofonato l’operaio che voleva le chiavi dell’ascensore ma io ho detto che non potevo aprire e che potevano citofonare ad Occhio di Lince. L’operaio mi ha detto “Lince? Non c’è sul citofono!”  e io “e Occhio?” “Neanche!, ma non sai darmi qualche altro indizio?” “Sì è tifoso della Juve”

L’operaio allora ha detto una parola che non ho capito ed è andato via.

Gli altri vicini sono i Mimmi. Cioè lui si chiama Mimmo ma siccome non conosciamo il cognome e neanche il nome della sua moglie allora per noi sono i Mimmi.
I Mimmi hanno un grande terrazzo dove giocano, mangiano e scopano.

Cioè la moglie scopa perché ci sono sempre le foglie e Mimmo e i figli giocano a pallone. Certe volte il pallone va giù e i Mimmi si arrabbiano con i figli e li mandano in punizione dentro casa. Così possono fare “ucci spucci” da soli sul terrazzo come dice mio padre.

La terza vicina è la signora Quantivani. Quantivani non è il cognome ma il soprannome. Quando siamo venuti ad abitare qui è stata le prima persona che abbiamo conosciuto. Lei abita nel palazzo di fronte e la prima domanda che ci ha fatto, gridando dal suo balcone,  è stata “Quanti vani ha casa vostra?”. Da quel giorno in poi è stata per noi la signora Quantivani.

Quindi i miei vicini sono Occhio di Lince, i Mimmi e la signora Quantivani.

Ora devo andare ad aiutare mia mamma. Mi ha dato da pulire le uova sode. Noi a Pasqua le mettiamo nel piatto con la soppressata. Mio padre dice che è Pasqua solo quando vede la soppressata. Due anni fa la mamma dimenticò di prenderla e papà passò tutto il pranzo con la faccia triste. A mio padre non devi togliere la soppressata a Pasqua.

Buona Pasqua

 

 

Un pensiero su “I MIEI VICINI DI CASA

  1. Cristina Zanta ha detto:

    Dopo averti letto, caro Mark mc Candy, mi è venuta un po’ di nostalgia…dei TEMI….forse perché quando li svolgevo ero bambina…sempre bravo….❤

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