EUGENIO (Disegno di Valentina Voigt)

E’ un martedì pieno di sole sulla spiaggia di Porto Recanati. Il mare è una tavola. C’è solo una persona seduta sulla sabbia. E’ un uomo sui quaranta. E’ ben vestito. Resta a guardare il mare per molto tempo senza alzarsi. Viene raggiunto da due agenti della polizia. Lui resta seduto e li guarda dal basso verso l’alto strizzando gli occhi per il sole. Gli agenti sembra che gli stiano dicendo di seguirlo ed infatti si alza, prende la giacca che era piegata, e inizia a camminare fino all’auto con i lampeggianti. Entra tra i due agenti e l’auto si allontana senza accendere le sirene.

Eugenio, l’uomo che è entrato nell’auto della polizia, ha avuto una storia difficile.

Io lo so. Faccio il pescatore e sono sempre qui con la mia canna. Ma so tutto quello che succede. Ho visto tante cose belle e brutte, solo che la polizia non mi viene a chiedere mai niente. Io da loro non ci vado. Non voglio allontanarmi dal mio posto. Qui ci vuole un attimo che me lo prendono.

Eugenio ha salvato i genitori da un brutto pasticcio ma ha dovuto pagare un prezzo alto. Il suo attuale datore di lavoro, Proietti, è uno che gioca sporco. Piccola usura, slot machine, centri scommesse. I genitori di Eugenio avevano un grosso debito con Proietti e per sistemare tutto hanno fatto un patto. Eugenio avrebbe lavorato come prestanome su attività “al limite”, avrebbe fatto l’autista e provveduto al ritiro degli incassi dei centri scommessa senza orario. A fronte di tutto questo i genitori sono stati liberati da ogni debito.

Ora Eugenio è un uomo di Proietti. Sotto un ricatto di cui non si vede la fine. Come si dice? SI fa l’abitudine a tutto? Eugenio non si è abituato. Non ha possibilità avere una vita normale.  Qualche volta ci fermiamo a parlare quando passa da qui. Siamo diventati buoni amici. Poi la storia è cambiata.

Mi ha raccontato della sua infatuazione per Lella, la donna di Proietti. Non ci dormiva la notte, per quel poco di notte che aveva da dormire con tutti i giri che aveva da fare.

Una volta mi chiese di poter andare in una piccola casetta di legno che ho in fondo alla spiaggia per poter stare da solo con Lella. Poi mi disse che avevano litigato per una fesseria. “Tirame su la lampo del vestito, nun ne famo gnente” disse Lella. Eugenio non ci vide più, mi raccontò,  e le si attaccò al collo fino a quando lei non si mosse più.

Mi venne a chiamare e mi chiese di farla sparire. Aveva gli occhi buoni, disperati e gli diedi aiuto. Non era la prima volta che aiutavo un amico con questo tipo di disgrazie.

Dopo qualche giorno ritornò con Proietti che cercava la sua donna e non si dava pace di essere stato abbandonato. Portammo anche lui nella casetta di legno sulla spiaggia.

Non ci mettemmo molto. Proietti non soffrì. Abbiamo dato per molti giorni un ottimo mangime ai pesci.

Io sono tornato a pescare ed Eugenio viene sempre chiamato dalla polizia per aiutare gli investigatori a ricostruire il business di Proietti. La mareggiata di tre settimane fa ha fatto sparire tante cose che erano nella mia casetta. Ho dovuto ricomprare un po’ di attrezzi da pesca. Eugenio mi accompagna volentieri a fare questi acquisti. Gli sto insegnando a pescare. Certe volte quando la giornata è bella viene qui sul muretto e ci mettiamo a cantare “Te la ricordi Lella quella ricca, la moje de’ Proietti er cravattaro, quello che c’ha il negozio giù al Tritone…”

Scusami devo rispondere al telefono “Ehi Eugenio, dimmi. Sì. Alle nove stasera da te. Porto io il pesce. Grigliata? Ok.”

 

 

 

 

 

4 pensieri su “EUGENIO (Disegno di Valentina Voigt)

  1. franco battaglia ha detto:

    Sembra I soliti sospetti.. con Proietti “che gioca sporco”, Troppo forte.. uno sguardo, il tuo, che va oltre, decostruisce e ricostruisce più in là, molto più in là di un occhio normale, abituato a vedere ma non guardare. Sei anche tu come un pescatore pacioso, tiri le fila mentre ti abbronzi e attorno tutti si agitano.. 😉

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  2. giordyant ha detto:

    che bello tirare il fiato da ambienti di sviluppo, power point e excel vari con racconti come questo e ti devo confessare che leggendolo mi è venuto da canticchiare..
    “Venne alla spiaggia un assassino
    due occhi grandi da bambino
    due occhi enormi di paura
    eran gli specchi di un’avventura”
    …lalalalalalala…
    …lalalalalalala…
    …lalalalalalalaaaaaa…
    …lalalalalalalaaaaaa…

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