SENZA VIA DI SHAMPOO

Eccomi qua alle prese con una nuova “liaison”. Con Cinzia è finita qualche mese fa per manifesta incompatibilità di stile di vita. Troppo salutista, troppi km.0, troppo farro, troppa curcuma, come se piovesse, e interessi musicali per autori sconosciuti. Concerti di nicchia in posti improbabili. Facevo fatica a seguirla e appena possibile mi buttavo su qualche piatto di tagliatelle alla bolognese in trattorie ruspanti. Pagamento in contanti e niente ricevuta. Evitare ogni tracciabilità. Smartphone con geolocalizzazione disabilitata.

Poi a lei non piaceva “Lampada Osram” di Baglioni che invece a me fa commuovere quando lei si rende conto che lui non arriverà e non la porterà davanti al tramonto per dirle che gli piace tanto tanto. Troppa differenza. Piangevamo per cose diverse. Ad “Incompreso” io piangevo quando il ragazzino cadeva dal ramo e lei rideva.

Ora frequento Olimpia, separata senza figli. Abbiamo un po’ di cose in comune. Al momento mi sembra compatibile. Non ci siamo baciati ancora. Non voglio essere io a forzare la mano. Mi piacerebbe costruire qualcosa con lei, qualcosa di più duraturo.

Anche io sono separato. Mia moglie vive all’estero con il suo nuovo compagno e i ragazzi hanno deciso di restare con me con buona pace anche di mia moglie. Sono loro i miei coach. Condivido con loro le strategie “relazionali” con le mie potenziali partner.

Sono i  miei coach ma sono dei casinisti professionisti. Siamo una banda dove ognuno suona il suo strumento senza leggere spartiti e non riusciamo a coordinarci sulla gestione della casa. Manca il ruolo della Madre. E’ come se fossimo tre figli senza genitori, solo che io sono il padre ma non sono un grande esempio.

A loro piace Olimpia perché è una in gamba. Lavora in Polizia. Fa parte della Scientifica. E’ abituata a studiare ed analizzare scenari terribili. Ma di tutto questo non porta nulla tra di noi. Preferisce tenere tutto per sé il mondo del lavoro.

Stasera usciremo per andare a cena e poi dormiremo in un b&b fuori città visto che domani lei non lavora. Ha prenotato lei due singole.

“Ho preso due singole così se ci fermiamo a parlare nella mia stanza e magari quando mi addormento tu  puoi andare nella tua. Va bene?”

“Certo Olimpia hai fatto bene” ho risposto mentre il naso mi si allungava come Pinocchio. Lo sapevamo già entrambi che sarebbe bastata una stanza ma il gioco è anche questo. Più intrigante. Facciamo che mentiamo spudoratamente sapendo di mentire.

Vado a farmi la doccia. Sono già in ritardo. Nella cabina il solito casino. Una decina di shampoo e bagno schiuma tutti finiti con dei fondi appena consistenti. Questi sono aspetti di vita con i figli. Forse mi avevano detto di comprarli ma me ne sono dimenticato. Però pure loro. Comprateli voi no? “Papà non posso, devo aiutare una mia amica su Skype a rimettersi insieme al ragazzo” “E tu?” “No papà io sto facendo una versione di latino”. Non sia mai detto che io, per la cura del mio corpo, debba essere da ostacolo alle relazioni sentimentali delle amiche dei miei figli o della loro  preparazione sulle lingue antiche.

Quindi mi sono fatto lo shampoo e la doccia “mosaico”. Non ho un odore uniforme. Più che altro sembro una divinità dei boschi. Quelle che trovi in “Sogno di una notte di mezza estate” con le foglie in testa. Mi vesto. I capelli non riesco a pettinarli bene, forse i diversi shampoo non hanno legato. Case diverse, ingredienti diversi.

Scendo in ascensore con la mia anziana dirimpettaia. Si guarda intorno annusando l’aria. “Non sente un forte odore tipo Arbre Magique?” “L’impresa di pulizie avrà cambiato deodorante per l’ascensore” “Sì ha ragione. Protesterò alla prossima assemblea e chiederò di cambiare prodotto”.

Finalmente arrivo da Olimpia. Lei entra in auto. Bacetto sulla guancia ma con labbra socchiuse… ottimo segnale.

Vedo però che allarga le narici come il dottor Lecter- Hannibal the Cannibal. Chiude gli occhi e annusa l’aria.

“Ma che odore strano.. non riesco ad interpretarlo”

“Apriamo i finestrini, facciamo entrare l’aria fresca della primavera. Metto la musica. Cosa vuoi sentire? Va bene la colonna sonora di La La Land?”

“Si mi piace. Vada per La La Land”. Olimpia sorride. Mi pare proprio contenta anche se vedo le sue narici che si allargano e si stringono continuamente come quelle della Cuccarini quando canta “La notte vola”.

Durante la cena utilizzo un piccolo stratagemma. Visto che il mio odore boschivo è persistente faccio cadere il bicchiere con il prosecco per bagnarci le dita e passarle sotto i miei lobi ed i suoi in modo da coprire un po’ il micidiale cocktail di bagnoschiuma.

Ridendo e scherzando arriviamo al B&B. Consegnamo i documenti. L’addetto sorride sotto i baffi e ci consegna la chiave.

“Allora la signora ha la 501. Quinto piano. Lei ha la 202. Secondo piano. Ho pensato che essendo colleghi non era importante stare sullo stesso piano. O volete avere le camere attigue?”

“Ci dia le stanze attigue. Dobbiamo terminare un lavoro” si lancia Olimpia. Grande!

Io annuisco “Si meglio”.

Entriamo ognuno nella propria stanza. Dopo 5 minuti sento bussare sul muro.

“Non riesco ad accendere la televisione. Puoi venire?”

“Si. Due minuti” Il numero dei giri sta salendo. “Catch the moment! Cogli l’attimo!”

Busso alla porta. E’ socchiusa. La luce del comodino accesa. Sul letto nessuno. La porta del bagno non è chiusa facendo arrivare la luce dello specchio.

Appoggio la mano per aprirla e sento la voce di Olimpia “Fuoco, fuoco, fuoco, ma quanto tempo ci metti oh!”

Eccola lì, giunonica. L’accappatoio cade per terra.

“Allora ce la facciamo questa doccia? Vogliamo azzerare questo mix terribile che ti porti addosso? Solo sulla testa ho capito che hai usato 4 tipi diversi di shampoo di cui uno con un seboregolatore che ormai non si usa più. La parte sinistra l’hai trattata con un anti forfora, la posteriore con uno che dona lucentezza e la parte superiore con uno che dà volume e mantenimento.

Per il corpo lo stesso. Ho un occhio clinico dovuto al mio lavoro. Scusa se te lo dico ma ho anche notato che hai usato nelle parti intime uno shampoo che dà volume. Se ti spogli completamente ti faccio capire.”

Mi spoglio anche io ed in effetti mi rendo conto di avere tra le gambe uno dei fratelli di Michael Jackson al tempo dei Jackson Five.

Olimpia mi dice con lo sguardo serio “ Perché? Sei un tipo brillante e simpatico. Perché non usi un solo prodotto? Questo utilizzo indiscriminato di soluzioni diverse denota insicurezza. Vuoi parlarne?”

“Ma no… è che erano tutti finiti e c’era solo il fondo per ognuno. Avevo fretta di venire da te. E’ stato un episodio isolato. Dai facciamo la doccia così cancelliamo tutto”

“Mi prometti che andiamo insieme a scegliere bagnoschiuma e shampoo? “ sorride la giunonica Olimpia. “Olimpia compro tutto quello che vuoi. Mi piaci da morire” mi limito a dire visto che il fratello di Michael Jackson ha incominciato a muovere i primi passi su “Blame it on the boogie”

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