LOST & FOUND

In aeroporto il classico business man con borsa per il pc e trolley è stato invitato ad imbarcare il proprio bagaglio, essendo quasi terminati gli spazi disponibili,  ma non ne vuole sapere. “Ne faccio una questione di principio” ha detto, “Piuttosto mi faccio imbarcare io ma non il trolley”. L’Hostess non perde  tempo e lo prende subito in parola, pressata dai mormorii della gente in fila. Gli mette la striscia adesiva alla cinta dei pantaloni e gli dice di “consegnarsi” agli addetti ai bagagli. L’uomo, deciso a non tornare sui suoi passi, mi chiede di dare uno sguardo ai suoi bagagli come favore personale e di portarli ai nastri di consegna una volta arrivati a destinazione.

All’arrivo, vado a prendere il mio trolley alla consegna bagagli, lo vedo adagiato sul nastro che gira. Dorme di un sonno profondo e nessuno ha il coraggio di svegliarlo. Un’anziana signora miope tenta di prenderlo pensando fosse la sua valigia e si avvicina pericolosamente al tagliando. Prendo i suoi bagagli, li metto vicino al nastro e vado via. Ho fretta.  Dopo il decimo giro e dopo essere stato schiaffeggiato delicatamente dalle strisce di plastica rigida dell’ingresso valigie l’uomo si muove appena mentre l’addetto ai Lost&Found lo solleva con delicatezza  per portarlo nell’ufficio dei bagagli persi o arrivati con altri voli.

Nessuno si occupa del trolley e della borsa del pc. Vistosi persi decidono di prendere l’iniziativa di andare a recuperare il loro business man.

L’addetto guarda entrare il trolley con la borsa del pc avvinghiata alla maniglia estraibile per non cadere. In silenzio il trolley  scivola sulle rotelle ammortizzate. Si appoggia al bancone “Vorremmo recuperare il nostro proprietario. E’ quello lì con l’abito grigio che dorme sulla sacca delle mazze da golf.”

“Le sue generalità per favore” l’addetto alza la testa dal modulo da compilare.

“Bene. Io sarei Sam Sonite e lei è Paoletta Quadrotti, Pi Quadro per gli amici. Questa è la carta d’imbarco con il talloncino per il bagaglio, cioè per il nostro business man. L’addetto si alza, controlla il talloncino, sveglia con dolcezza l’uomo “Signore, signore, i suoi bagagli sono venuti a prenderla. Ora può andare.”

Il Business man si alza e con grande dignità tende la mano verso il suo trolley, si mette a tracolla la borsa e guadagna l’uscita per andare verso i taxi”

“Signore, signore… “ la voce diventa sempre più squillante. La Hostess è qui davanti a me.

“Signore stiamo per atterrare. Stava dormendo con le cuffiette e non ha sentito l’annuncio del pilota.”

“Grazie, stavo sognando che un passeggero si era fatto imbarcare in stiva al posto del trolley, era tutto così strano. Il trolley  si chiamava Sam Sonite, figurati.”

Mi giro e accanto a me legato con la cintura di sicurezza c’è un trolley che mi guarda e ride “Ti sembra strano che io mi chiami Sam Sonite?” apre la tasca esterna, tira fuori una scatolina “Vuoi una mentina? Stiamo per atterrare, così ti si stappano le orecchie. Ah ah ah ah ah ah ah a……….”

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