IL SOGNO PROIBITO

Solita mattina per Gianni. Solita fermata dell’autobus. Che ritarda come al solito. Gianni guarda le persone. Ormai le conosce tutte. Ha visto crescere i bambini che ora sono liceali con la barba appena accennata. Gli sembra ieri che erano mano a mano ai genitori. Le bambine sono diventate donne anche se hanno sedici anni e quando ridono si vedono le stelline degli apparecchi odontoiatrici.

Certe volte Gianni vorrebbe che il bus cambiasse strada. Ha sognato tante volte di vederlo girare verso la tangenziale e prendere l’autostrada per andare in qualsiasi posto che non fosse la solita fermata. In fondo conosce i conducenti dell’azienda di trasporti. Anche loro sono sempre gli stessi. E gli utenti più o meno sono quelli.  Sono familiari e un viaggio insieme non sarebbe strano visto che i tragitti fatti insieme sono centinaia. Gianni si rende conto che si accorge quando si cambiano camicia o hanno un maglione nuovo.

Anche oggi il 53 non gira per la tangenziale e va verso la fermata dove Gianni scende. Si tiene agganciato all’asta vicino l’uscita e fa il suo saltello. La porta si richiude con il classico sbuffo. Si gira e vede i ragazzi dietro i vetri con gli auricolari proseguire verso la zona con le scuole.

C’è tempo per un buon caffè da Martinucci. La Banca non è lontana e i colleghi stanno per arrivare. Prima di entrare nel bar Gianni viene avvicinato da una donna molto elegante. Solo dopo averla guardata in viso si rende conto che è bellissima.

“Mi scusi sono straniera, io non parla bene. Aspetto che Banca apre per cambiare assegno per prendere cash. Può offrire me un piccolo capuccio?”

Gianni è colto di sorpresa ma  capisce che offrire un cappuccino non è la fine del mondo. Ha offerto tante volte un caffè a chi gli stava sulle palle. Questa è un strafighissima e ci sta tutto un cappuccino.

“Certo venga. Glielo offro molto volentieri. Io lavoro nella banca e dopo le posso essere di aiuto per l’assegno ” Gianni fa strada ed entra da Martinucci.

Il barista conosce Gianni e muovendo occhi, testa e mani senza parlare gli chiede chi è quella bonazza che sta con lui. Gianni muove la testa, la bocca, le mani  e gli occhi senza parlare per dirgli non mi far fare figure di merda e prepara due cappuccini.

“Bono piccolo cappuccio” la straniera fà i complimenti al barista che sorride e guarda Gianni cercando la sua approvazione.

La giornata per Gianni è iniziata con questo piacevole evento. Oggi è anche il suo compleanno e l’incontro con la straniera lo mette di buon umore.

“Mi vuole seguire in Banca così vediamo cosa fare per cambiare l’assegno?”

“Sì grazie io cambia cash. Poi partire. Ho albergo fuori città per dormire” la straniera con il suo italiano incerto traccia il programma della giornata.

“Bene. Ho bisogno dell’assegno e del documento. Può darmeli signora……”

“Anastasia. Mio nome Anastasia Romanov. Miei genitori della Russia” la straniera si dichiara.

Gianni prende il documento e gli sembra di stare in un sogno. Ha davanti forse una discendente dei Romanov, Anastasia. Conosce film e cartoni animati con Anastasia come protagonista e ora deve cambiare un assegno ad una strafiga che potrebbe essere la discendente dello Zar.

Che giornata incredibile. Anche l’assegno circolare è incredibile. Banca mai sentita “Bancoskj Centraloskj Svetlana”.

Gianni chiede al collega vicino “Oh ma tu la conosci questa banca? Io non l’ho mai sentita” “Anche io mai sentita” ribatte il vicino di scrivania.

Gianni interroga il sistema informativo ma non ne viene a capo. La banca risulta inesistente. Probabilmente l’assegno è falso. Come dirlo ad Anastasia? Dice che sta senza soldi. Ora le dico che l’assegno è carta straccia, è straniera, non è nel suo paese, probabilmente non ha nessuno a cui chiedere aiuto.

Gianni inizia  a sentirsi un personaggio di una storia. La giornata sta prendendo una piega strana.

Anastasia vede arrivare Gianni. “Tu preso cash? Può andare ora?”

“Vede Anastasia, ho fatto il possibile ma la Banca e l’assegno risultano inesistenti. Mi dispiace. Non possiamo cambiarlo.”

Alla straniera inizia a tremare il labbro, gli occhi si inumidiscono e arriva un pianto silenzioso e composto.

“Come fare? Ora io sola qui, senza cash…” la donna è disperata

“Anastasia l’assegno era di 800 euro, posso vedere di darle io qualcosa per le prime necessità. Poi appena potrà me li restituirà, non si preoccupi” Gianni si sente l’uomo che sta risolvendo un problema serio. Ma chi glielo doveva dire?

“Oh grazie. Tu salva me. Tu mio eroe” la ragazza dell’est abbraccia Gianni per sdebitarsi. “Grazie tu dà me mille? duemila?”

“Veramente l’assegno era di 800 euro, pensavo di darle cinquecento euro” Gianni timidamente gioca al ribasso.

“Tu troppo generoso, grazie. Io vuole pagare debito subito. Tu da me cash e accompagna me a hotel. io paga debito subito”

“Ma Anastasia, mi restituisce i soldi in hotel?”

“No mio eroe, io paga debito ma non dà cash. Andiamo ora” sorride maliziosa Anastasia Romanov.

Gianni ora ha capito. La discendente dello Zar vuole sdebitarsi in natura. Deve cogliere l’occasione. Cogli l’attimo. Catch the moment.

Passano pochi minuti e Gianni e Anastasia si ritrovano sulla spider rossa della bonazza che corre veloce sulla statale verso il mare. Destinazione hotel prenotato.

Sono le undici del mattino e Gianni nel giorno del suo compleanno è su di una spider rossa con una bionda di nome Anastasia che vuole sdebitarsi in un albergo. Che meraviglia. Tornerà in banca come se niente fosse successo. Un sogno proibito che si avvera. E stasera in famiglia soffierà sulle candeline circondato dall’affetto di parenti e amici.

Ecco l’hotel. Anastasia ferma la macchina e scende “Io va per check-in. Tu sta qui. Meglio che loro non vede te. Poi noi va in camera per debito.”

Gianni è tutto un fremito “Ma chi cazzo me lo doveva dire?” si strofina le mani felice. Guarda il sole, ormai sono quasi le dodici. “Se va bene alle 14,30 sono in ufficio, dico che sono uscito per una commissione e non mi romperà le palle nessuno”.

“Gianni vieni. Camera 15 nostra camera. Io prende borsa. Mio eroe” Anastasia prende dal cofano la borsa e Gianni la segue. Pochi passi e sono in camera. La porta è nascosta da alcuni oleandri non curati che rendono l’ingresso quasi inaccessibile. Gianni è inebriato. Un’avventura in piena regola.

“Ora io mi spoglia, io vuole pagare debito subito. Tu come vuole me? Cosa piace te? Io spegne luce. io timida. Tu non spoglia subito. Tu resta con cravatta. Cravatta eccita me.”

L’aria è elettrica, Gianni è in preda ad una tempesta ormonale. Tuoni e fulmini sono pronti a rendere indimenticabile questa giornata. La luce ora è spenta. Gianni vede l’ombra di Anastasia che si spoglia. Le forme sono perfette. Capisce benissimo che ora è nuda. Pochi secondi e Anastasia sarà tra le sue braccia per pagare il suo debito. Si spegne anche l’ultima luce che proiettava l’ombra delle forme della discendente dello Zar. Ora c’è buio e silenzio.

“Io ora viene per pagare debito a Gianni. Mio debito per mio eroe.” la voce di Anastasia al buio è dieci volte più eccitante. Il tempo sembra non passare mai.

All’improvviso si accendono le luci e un coro implacabile parte con un “Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri a Gianni, Tanti auguri a teeeee!!” 

Ci sono tutti. Moglie, figli e suoceri, amici e qualche collega. Tutti ridono e applaudono. Anastasia, o meglio l’attrice ingaggiata per lo scherzo, ride e applaude abbracciata alla moglie di Gianni. Volano i tappi degli spumanti e ci sono già persone che hanno in bocca il sandwich rotondo con il tonno.

Gianni è immobile. La cravatta slacciata e lo sguardo fisso sugli invitati della festa a sorpresa. La moglie gli sorride, si avvicina, lo abbraccia forte e gli sussurra all’orecchio “Auguri amore mio, buon compleanno. Ti ho regalato quello che hai sempre desiderato…un sogno proibito”.

Gianni accenna un sorriso mentre una lacrima gli scende sulla guancia.

“Amore sei felice? Ma che fai piangi?” la moglie fa finta di preoccuparsi.

“No cara deve essere una goccia di spumante” e porta il flute alle labbra per far scendere le lacrime in silenzio nel bicchiere.

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