LACRIMAE RERUM

Le tue mani sentono l’acqua troppo fredda e allora armeggi sul miscelatore per pretendere l’acqua calda. Ora sì. Il lavello si riempie. Fai scendere  lo Svelto nell’acqua come mamma orsa fa scendere il miele da un alveare sulla zampa del suo piccolo orso. La schiuma prende vigore e attende le poche stoviglie da sgrassare con la forza del vero limone. Il mondo è fuori a parlare della quarta rivoluzione industriale e tu sei qui che devi lavare i piatti esattamente come si faceva prima dell’avvento della elettricità.

Ma una cosa di diverso c’è. Puoi mettere una bella playlist a tenerti compagnia anche se, quando sei sola, ascoltare le canzoni belle può essere un’ emozione troppo forte.

Prendi un piatto e lo fai scivolare nella schiuma e in quell’esatto istante parte Julie London con The end of the world. Guardi le piastrelle diventare un tramonto  da osservare tenendo la mano ad un vecchio amore di tanto tempo fa. Stringi la spugnetta ruvida per passarla sul piatto come se stessi passando un panno sul disco di vinile prima di appoggiare delicatamente la puntina e far partire la canzone che ti fa venire i lacrimoni che ti scendono dal viso per poi tuffarsi nel lavello. Sorridi. Non c’è tristezza, c’è solo nostalgia e desiderio di rivivere quei momenti.

Sciaqui tutto e asciughi ogni piatto stringendolo al petto come se lui fosse ancora accanto a te. La sequenza di brani è implacabile e qualche altra lacrima scende, ma come dice Filumena Marturano “Quant’è belle chiagnere”.

Entra tuo marito che ti vede piangere.

“Stai pulendo le cipolle? Che cosa devi cucinare?”

“Ma secondo te una piange solo perché sta in cucina a pulire le cipolle? Secondo te ascoltare una canzone e commuoversi non è contemplato tra i motivi per piangere in cucina? Ripensare a momenti belli e sentire nostalgia secondo te non fa piangere? A te non viene mai da piangere? Per te piangere uguale cipolle uguale soffritto uguale mangiare. Sei senza cuore. Dai, quando hai pianto l’ultima volta? dai,  te lo ricordi? forza dimmelo!”

Il marito alza gli occhi al cielo per ricordare le sue ultime lacrime e poi esplode:

“Sì me lo ricordo quando ho pianto. E’stato nel 2010, quando l’Inter vinse la Coppa dei Campioni. Ci fu un momento in cui Moratti e Mourinho si abbracciarono e io in quel momento piansi. Se ci penso adesso mi commuovo ancora.”

“Ma sentilo. Hai pianto otto anni fa per una partita di calcio. Non ti commuovi per una canzone di quando eravamo da poco insieme? Non te ne ricordi una che ti fa battere il cuore e pensare a quello che eri ed a quello che ero?”

“Hai ragione. Certo che me la ricordo. Come posso dimenticarla?”

“E qual’è? Il titolo? Chi la cantava?”

“Beh era quella che ascoltavamo durante l’estate no?”

“E dove eravamo? In quale località?”

“Eravamo al mare. Lo ricordo benissimo”

Capisci che non lo ricorda e ti giri per non far vedere altre lacrime. Ti metti a riporre le posate pulite nel cassetto e passi lo strofinaccio sul top di marmo per togliere qualche goccia. Lui si avvicina e ti vede piangere di nuovo.

“Beh ora non stai sentendo nessuna canzone. Ora sono sicuro che stai tagliando le cipolle. E’ vero?”

“Ohhhhh tu e ‘ste cazzo di cipolle!”

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