GHEPECHÈ

Valerio era un tipo tranquillo. Uno che viveva nel suo mondo. Come si dice “aveva la testa tra le nuvole”. Poche storie finite sempre nella stessa maniera, cioè mollato. Un lavoro anonimo in una grande azienda dove era entrato con una raccomandazione. Uno stipendio minimo. Una casa lasciata dai suoi genitori. Non avendo un ruolo visibile non veniva neanche messo nelle liste di quelli da invitare all’uscita in occasione di tagli e riduzioni del personale. Girava per l’azienda e faceva qualche fotocopia ora ad un collega ora ad un altro. Aveva escogitato un espediente che gli consentiva di essere sempre chiamato per una mano.

Appena era certo di non essere visto sabotava il fascicolatore delle fotocopiatrici così lo chiamavano per dividere i fogli e spillare le diverse copie. I colleghi lo ringraziavano ed ogni tanto gli affidavano qualche commissione da sbrigare fuori.

Un giorno si ruppe per davvero la fotocopiatrice a colori e Valerio fu mandato in città a fare le fotocopie con urgenza.

Camminava con la sua solita andatura dinoccolata, guardando per aria, fino a quando nei pressi della Feltrinelli vide una folla, composta e ordinata, in fila per entrare nella nota libreria.

Nello stesso momento una signora anziana che si trovava vicino alla coda chiese ad una ragazza  “Ma cos’è tutta questa gente? Cosa è successo?”.

La ragazza tolse le cuffiette e rispose entusiasta “C’è Guè Pequeno che fa il firmacopie”. E si rimise a sentire la musica.

La signora anziana andò verso il marciapiede borbottando “Tutto sto casino per delle fotocopie, mah!”.

Intanto Valerio, incuriosito, si avvicinò alla signora che procedeva verso di lui sul marciapiede e le chiese il motivo di quell’enorme assembramento.

“Mah, guardi mi han detto che c’è uno che fa le fotocopie. Ghepechè si chiama. Deve essere uno bravo.” riabbassò la testa e proseguì sul marciapiede.

Valerio pensò “Ah! caspita se questo Ghepechè è uno bravo a fare le fotocopie allora le faccio anche io qui. Mi hanno detto che i documenti da fotocopiare sono importanti e urgenti.”

Valerio si mise anche lui in fila e chiese ad un ragazzo accanto a lui “Ma è veramente bravo questo?”

“E’ il numero uno! Oggi è qui ma domani è a Roma e poi in altre città. E’ troppo forte. Ti fa vedere il mondo a colori. ”

“Ah ottimo. Che io di quello ho bisogno. Ma tu vedi, questo fa la stessa cosa che faccio io in azienda ma si è creato un lavoro da professionista. Sicuramente avrà delle sue fotocopiatrici a colori, con dei tecnici che gli cambiano i toner appena si esauriscono. Si muoverà con dei furgoni per mettere le risme di carta di tutti i formati”

Finalmente arrivò il suo turno. Valerio si trovò davanti a Ghepechè e con naturalezza gli porse la cartellina con i documenti da fotocopiare dicendo “Ne vorrei 10 copie”.

Ghepechè scoppiò in una risata in cui trascinò gli addetti della Feltrinelli.

“Dieci copie? Sei l’unico che fino ad ora ha fatto questa richiesta. Ti regalo una maglietta con dedica” Ghepechè gliela firmò, l’addetto diede a Valerio la busta con le dieci copie del CD e gli disse “Può andare in cassa”

Valerio allora disse preoccupato “Ma le fotocopie?”

L’addetto con cortesia “Qui di fronte c’è una cartoleria convenzionata con noi. Faccia vedere lo scontrino e le faranno lo sconto. Arrivederci.”

 

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