KRONOS & KAIROS

“Ciao Ada, sono Bartolo.”

“Ehiiiii ciao Bartolo, scusami ma non avevo il tuo  numero memorizzato e non ti ho riconosciuto subito. Come stai?”

“Insomma, non benissimo, ti ho chiamato perchè vorrei vederti, magari per un caffè. Vorrei parlarti.”

“Cosa c’è? Che problema hai? E’ da un pò che non ci sentiamo. Dai sì per me va bene. Vogliamo vederci sabato mattina che ho più tempo?”

“Ada, non riusciamo a vederci prima? Magari domani?”

“Bartolo, domani sono incasinata. Fammi vedere un attimo l’agenda, stai lì che vedo gli impegni, dammi un secondo…mattina no, pomeriggio forse, vediamo… ah bene. Posso dalle 18 in poi. Va bene per te?”

“Ada, alle 16 non potresti?”

“Bartolo, scusami ma ti ho detto di no. Ho già impegni che non posso spostare.”

“Va bene allora per le 18, scusa Ada ma voglio vederti. Ho bisogno di parlarti.”

“Sì ho capito. Se mi devi parlare puoi anche farlo adesso al telefono. O no?”

“Preferisco parlarti di persona, ci vediamo al benzinaio sulla tangenziale? C’è un bar.”

“Ma è una schifezza assoluta, Bartolo!. No fino lì non vengo, ci metto un sacco per andare e tornare e poi se dobbiamo vederci e parlare scegliamo un posto che sia inserito in una vita sociale dove ci sono persone, idee, mezzi pubblici, attività commerciali…”

“Ok, ok. dimmi tu dove”

“Al Cruise in Via del Vello d’Oro al Quartierino Nord. C’è un parcheggio sotterraneo nuovo e non è un problema arrivare con l’auto. Mi raccomando puntuale che poi ho pilates.”

“Grazie Ada. A domani.”

“Ciao Bartolo. Ciao. Ci vediamo domani.”

Il Cruise ha un dehors con le tende azzurre e i tavolini grigi e tante piante da farlo sembrare una piccola serra. Ideale per incontri lontani dal chiasso e dalle auto. La zona è pedonale da quando ha aperto il grande parcheggio sotterraneo e le auto sono sparite. Ci sono pochi locali pubblici che si affacciano nella via e sono ben frequentati. E’ facile vedere studenti di architettura con le grandi cartelle porta disegni passeggiare o discutere ai tavolini dei bar.

Bartolo arriva venti minuti prima. Si ferma alla sbarra del parcheggio. Prende il ticket e scende la rampa. In pochi minuti è fuori e raggiunge il Cruise. Ne sente i rumori e gli odori. La voce della signora alla cassa ha un tono alto e spicca sul resto. Bartolo guarda i camerieri muoversi con decisione tra l’interno e l’esterno. Si siede su una panca di marmo per aspettare Ada e intanto osserva l’obelisco della piazza vicina che proietta l’ombra lunga del pomeriggio.

Ada cammina con passo lento. Sta sistemando le chiavi dello scooter nella borsa ed intanto cerca il telefono. Prima di comporre il numero di Bartolo alza la testa e lo riconosce di spalle seduto sulla panca. Non lo vede da parecchio ma non gli sembra cambiato. Lo chiama al telefono.

“Ciao Bartolo. Sei arrivato?”

“Sì Ada, sono davanti al Cruise. E tu?”

“Sono dietro di te. Ahahaha”

Bartolo si gira, mette il telefono in tasca, accenna un sorriso e le va incontro.

Si abbracciano velocemente senza tanti preamboli. Si avverte un pò di imbarazzo.

“Dai andiamoci a sedere. Raccontami un pò di cose. Non sei cambiato Bartolo. Mi sembri lo stesso di cinque anni fa. Sono cinque anni che non ci vediamo?”

“Si cinque anni. E due mesi. Anche tu sei sempre uguale. Forse un pò più piena, più tonda”

“Bene, iniziamo con i complimenti. Ahahaah. Scherzo. Certo che sono più tonda. Ho due figli piccoli e i miei fianchi non sono passati indenni dalle due gravidanze. Ma va bene lo stesso. Sono contenta. Dimmi di te ora”

“Ada, da quando ci siamo lasciati non sono riuscito a fare nulla. Vivo con mia madre e faccio piccoli lavori. Non pensavo di prenderla così male..”

“Ma Bartolo sono passati cinque anni! Come è possibile!? Sapevo che avevi un’altra storia, almeno così mi sembrava”

“No Ada, non era una storia seria. Una relazione di poche settimane. Io ti penso continuamente. Vogliamo riprovare a vederci?”

“Bartolo ma che stai dicendo? Ma ti ricordi perchè ci siamo lasciati o non te lo ricordi? E poi anche se fosse, io ho una famiglia adesso e sono felice di quello che ho costruito. Mi parli di una cosa distante da me anni luce. Te ne vieni cinque anni dopo e mi chiedi di tornare insieme? Sarebbe stato normale farlo un mese dopo. Al limite due mesi. Ma non cinque anni dopo. Tu non sei normale. Fatti vedere da qualcuno, davvero. Lo dico per il tuo bene”

“Ma se mi faccio vedere da qualcuno che mi aiuta poi posso sperare di tornare insieme a te?”

“Bartolo come te lo devo spiegare. Ho un’altra vita. Tu fai parte del passato. Siamo stati anche bene ma te ne devi fare una ragione. Ada non esiste più per quello che ricordi tu. Sono un’altra. Quella Ada non c’è più. Mi capisci? Bartolo mi stai a sentire? Mi guardi per favore?”

“Ada, una volta mi dicesti che saremmo stati per sempre insieme. Era sulla spiaggia di Marina Grande. Ti ricordi?”

“Quando si sta insieme da poco si dicono tante cose, tutti i ragazzi che si amano lo dicono nelle notti d’estate. Poi le notti passano e l’estate anche. Per stare insieme ci vogliono altre cose più importanti.”

Bartolo prende la mano di Ada, la stringe e la tiene ferma sul tavolino tra i bicchieri e il posacenere.

“Bartolo mi fai male. Lasciami la mano per favore”

“Ti lascio se mi dici che ci rivediamo domani”

“No Bartolo, non ci possiamo vedere nè domani nè mai. Oggi è l’ultima volta che ci vediamo. Sarei una bugiarda. Voglio che tu riesca a capire che puoi e devi non pensare più a noi. MI FAI MALE! LASCIAMI!”

Si avvicina un cameriere.

“Signora ha bisogno?”

Bartolo lascia la mano e la mette in tasca. Ada si tranquillizza.

“No grazie. Tutto a posto. Ci può portare il conto?”

Il cameriere si allontana.

Ada rimette il telefono in borsa, prende il foulard e lo lega al collo. Si sta per alzare per mettere fine a questo pomeriggio.

Bartolo tira fuori dalla tasca una pistola con silenziatore, la punta al fianco di Ada e nel silenzio più assoluto tira ripetutamente il grilletto.

Ada si piega sulla sedia e rimane ferma come un manichino rotto. Lo sguardo fisso nel vuoto.

Ora Ada non c’è più. Bartolo si punta l’arma sotto il mento e preme ancora una volta il grilletto. La pistola ora cade a terra ed anche lui si accascia sul tavolino.

Il cameriere torna con il conto. Il resto della storia è al vaglio degli inquirenti.

 

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