ESISTE UNO ED UN SOLO TAXI

Fabio scorre la rubrica dello smartphone per trovare  Taxi. Spinge la cornetta verde e aspetta.

“Pronto Taxi! Desidera?”

“Per favore un taxi in Via dell’Oceano Pacifico 140”

“Un attimo, attenda in linea…..grazie per l’attesa signore. Arriva FIBONACCI-11 in 5 minuti, la prego di riattaccare per conferma.”

“Grazie”

Ecco il taxi. Fabio apre la portiera ed entra.

“Buongiorno signore, dove la porto?”

“In aeroporto grazie”

“Scusi se ho tardato di un paio di minuti, invece di arrivare in 5 sono arrivato in 7. Beh è sempre dispari ed è il numero immediatamente successivo.”

“Non fa niente, non si preoccupi. Sono in orario.”

“Sa perché ho fatto ritardo? Pensavo che il 140 fosse nel verso opposto. Di solito i numeri alti si trovano dalla parte opposta del centro. Se prende qualsiasi via, per esempio Corso Berlino, vedrà che i primi numeri sono a partire da Piazza J.F. Kennedy, ci ha mai fatto caso?

“No veramente no, non ci ho mai fatto caso.”

“Prenda anche la stessa Via Francia. Ha presente Via Francia?

“Non proprio. Ma forse ho capito. Via Francia è quella che incrocia Corso Portogallo..”

“Nooooo Via Francia è una parallela di Corso Portogallo. Beh Via Francia parte con i numeri pari sulla destra ed arriva fino al 320. Dopo il 320 inizia Via Corsica con il 24 e sa perché?

“No..non lo so”

“Perchè prima c’era un vecchio palazzo che è stato abbattuto ed ora han fatto un giardino. Non lo sapeva?”

“No..non lo sapevo. Ma quanto manca per l’aeroporto?” Fabio non è tranquillo. Il tassista è troppo chiacchierone.

“C’è un pò di traffico, le va bene se passo da Corso Polonia che è più scorrevole anche se allunghiamo un pò?”

“Si si si  va bene, se dice che scorre di più andiamo da qui” dice preoccupato Fabio.

“Bene. Giro qui, giro a sinistra ..ed eccoci in Corso Polonia. Lo sa che i civici di Corso Polonia sono solo numeri primi?”

“In che senso numeri primi?”

“Non mi dica che non conosce i numeri primi. La successione dei numeri primi comincia con 2, 3, 5, 7, 11, 13, 17, 19, 23, 29, 31, 37 e così via. In Corso Polonia, all’epoca della costruzione dei primi palazzi viveva un professore di matematica in pensione che seguiva i lavori per passare il tempo. Quando si trattò di mettere i numeri civici, il professore tampinò l’addetto del Comune fino a quando lo convinse per sfinimento. Però forse lei non ricorda il concetto dei numeri primi. Ne approfitto per ricordarlo visto che il semaforo è rosso.

Quello di numero primo è uno dei concetti basilari della teoria dei numeri, la parte della matematica che studia i numeri interi: l’importanza sta nella possibilità di costruire con essi, attraverso la moltiplicazione, tutti gli altri numeri interi, nonché l’unicità di tale fattorizzazione. I primi sono inoltre infiniti e la loro distribuzione è tuttora oggetto di molte ricerche. Ora si ricorda?”

“Molto poco. Poi non le nascondo che ho una punta di mal di testa a causa di tutti questi numeri con cui mi sta bombardando.”

“Non si preoccupi, le passerà in fretta. Magari le dò qualche altra informazione più leggera. Anzi visto che siamo in un punto particolare della città scendiamo due minuti, le faccio vedere una cosa.”

“No guardi andiamo in aeroporto, inizio a preoccuparmi. Ho paura di perdere l’aereo.” Si agita Fabio.

“Lasci stare! Scenda, è una cosa interessante. Venga qui. Ecco si giri così. Guardi quel punto, segua la mia mano, il mio indice. Cosa vede?”

“Calzedonia”

“Ma non deve guardare in giù. Lo sguardo deve salire di almeno 60 gradi. Fatto? Cosa vede ora?”

“Mi sembra una chiesa sulla montagna”

“Fuocherello, fuocherello, ci siamo quasi. Accanto alla chiesa cosa c’è sulla sinistra?”

“Forse un convento?” Fabio strizza gli occhi più che può. Non ce la fà più. Vuole prendere l’aereo.

“Fuoco! E’ il convento dei frati francescani. Lo sa perché glielo volevo far vedere?

“No! Non lo so e non lo voglio sapere. Mi porti a prendere il volo!”

“Lo facevo per farle scoprire cose della città dove vive e che non conosce”

“Guardi, sono stato a sentire i numeri civici, i numeri primi, i pari e i dispari e gli incroci di vie che non conosco e di cui non me ne frega niente. Ho preso centinaia di taxi e nessuno mai si è messo a martello come lei. Sono distrutto. Voglio salire solo su questo benedetto aereo e partire…La prego”

“Mi scusi ma la centralinista, quando le ha comunicato FIBONACCI-11, non le ha detto che il taxi non si ferma mai e tende all’infinito?”

“Come all’infinito? Come all’infinito? No no no…devo partire, mi porti in aeroporto.”

“Signore, signore siamo arrivati. Sono 35 euro” il tassista lo chiama con gentilezza

“Mah il taxi non tende all’infinito? Lei è FIBONACCI-11?” Fabio cerca di mettere insieme alcune parole muovendosi sul sedile posteriore dell’auto.

“No sono TANGO 7, ha avuto un sonno agitato signore, parlava di numeri.”

“Mi scusi, mi scusi, quanto ha detto che viene la corsa?” prendendo il portafoglio.

“Sono 3+(7*3)+5+(2*3) euro.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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