IL CAMBIO CLANDESTINO

Un portone come tanti. Qualche targa di studi professionali. C’è un avvocato, un paio di commercialisti e un medico. Il dott. Gagliardi, Medico di Base, riceve il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 15,30 alle 17,30. Nei giorni pari c’è una sua collega, la dottoressa Megliòdisi.

Elisa è vicino al portone e osserva l’orologio. Sono le 15,20. C’è tempo per un caffè. Ah no non lo può prendere. Gagliardi deve misurarle la pressione. L’ultima volta non aveva resistito e si era fermata da Mario per un caffè speciale corretto che le aveva procurato un severo rimprovero del dottore.

Ora però sente aumentare le pulsazioni. Si sta avvicinando a lei Antonio, un assistito di Gagliardi, che trova spesso nella saletta d’attesa. Parlano molto in attesa del loro turno. L’ultima volta per non interrompere la conversazione Elisa ha ceduto il suo numero ad un’altra signora e ne ha preso uno più alto per restare a parlare con Antonio.

Anche Antonio cerca di andare spesso da Gagliardi per incontrarla. Si fa prescrivere solo una scatola per volta per andarci ogni settimana. Infatti la moglie gli dice spesso “Ma fatti prescrivere 3-4 scatole così ci vai una volta al mese. Non ti capisco. Contento tu di andare in quella sala d’attesa”.

Ora sono le 15,30. Potrebbero salire. Invece restano a chiacchierare ancora un pò. Erano al liceo insieme tanti anni fa. Stavano addirittura per vivere una relazione, poi le strade si sono separate. Si sono ritrovati anni dopo nella saletta di Gagliardi. Aspettano di vedere salire un pò di assistiti in modo da sedersi nella saletta in attesa del loro turno.

Salgono. Ci sono due posti liberi vicino al tavolino delle riviste e si siedono. Elisa ne prende una per Antonio. E’ la stessa da anni. Gliela dà e sorride “So che ti piace tanto”. E’ Quattroruote del 1992. Antonio ne conosce a memoria il listino, le prove  della nuova Tipo, le lettere al direttore, e la pubblicità. Guarda sempre se i prezzi sono gli stessi e se la Tipo ha migliorato le prestazioni in accelerazione sul bagnato. Antonio la sfoglia e sfodera quel sorriso compiaciuto per i prezzi invariati e per le prestazioni della Tipo nonostante il passare degli anni.

Elisa legge invece Confidenze. Manca una pagina che lei tirò via due anni fa quando rimase sola nella sala d’attesa. Era una ricetta di una torta con il buco, quelle che si fanno con le bustine del Pane degli Angeli. Poi rilegge un’intervista a Gina Lollobrigida che parla del rapporto difficile con il figlio Milko Skofic.

Antonio si volta verso di lei.

“Ma quanto tempo ancora dovremo venire qui?”

“Che vuoi dire?”

“Ci conoscono tutti ormai. Anche Gagliardi qualche volta mi fa delle battute su di noi che non mi piacciono. Poi potrebbe parlare con altri assistiti del mio e del tuo condominio. Ho pensato di cambiare medico insieme a te. Andiamo in un quartiere dove non ci conosce nessuno, da un medico con delle riviste nuove, che dici?”

“E come facciamo? Come lo diciamo al dottor Gagliardi?”

“Nooo non gli diciamo niente. Mi sono documentato su internet. Andiamo alla ASL e facciamo il cambio. Scegliamo un nuovo medico. Ho pensato a tutto. Quando ci sono da andare a prendere le medicine dirò che ho perso il bus e che ci ho messo un pò di tempo”

“Ma tu abiti a tre isolati, non prendi mai il bus.”

“Ah si. Hai ragione. Troverò altre scuse. Fammi pensare. Intanto organizziamoci per andare a fare il cambio del medico. Dopodomani mattina.”

“Antonio sei sicuro? Gagliardi ci conosce. Sa già le nostre patologie. Dovremo rispiegare tutto al nuovo medico.”

“Si Elisa ricominceremo da capo. Una bella visita iniziale, la possibilità di prendere nuovi farmaci, nuovi orari per il ricevimento, nuove riviste, volti sconosciuti di altri quartieri. Insomma tutto nuovo. Senza nessuno che ci conosce. E tu potrai vedere nuove ricette”

Alcuni giorni dopo come due spie russe si ritrovano alla ASL per il cambio del medico. Occhiali scuri, cartelline porta documenti e finto atteggiamento disinvolto.

“Fai finta di niente. Se qualcuno ci chiede qualcosa rispondiamo che dobbiamo fare l’esenzione del ticket.”

Finalmente tocca a loro. La sala è gremita, bambini che piangono, stranieri che chiedono informazioni, studenti fuori sede con accenti diversi. Un brusìo di sottofondo complice.

“Buongiorno vorremmo fare il cambio del medico”. I documenti scivolano nella fessura sotto il vetro che li separa dall’addetta del terzo sportello.

Alea jacta est. Hanno le tessere nuove e il nuovo medico. Felici come due sposini con i biglietti dell’aereo per le Maldive.

“Festeggiamo, vieni, andiamo a fare colazione al Bar del Pronto Soccorso”.

Elisa gli sfiora la mano “Tu sei pazzo. Sei rimasto quello di cinquanta anni fa”. Ora hanno un nuovo medico tutto loro fuori dal loro quartiere.

Passa qualche giorno e Antonio, al rientro da qualche commissione, trova la moglie seduta al tavolo della cucina.

“Ciao, hai fatto tutto al mercato?” chiede la moglie

“Si, ho preso delle zucchine favolose. Pinuccio mi ha detto che vengono da un contadino che conosce solo lui”

“Mi ha chiamato il dottor Gagliardi” freddamente

“Che vuole?” distrattamente mettendo le zucchine nel frigorifero.

“Dovresti saperlo visto che hai cambiato medico”

Il gelo scende in cucina e non perchè il frigo è rimasto aperto. Antonio si siede lentamente e guarda la moglie con la faccia di chi è stato scoperto. Quel Giuda di Gagliardi ha parlato.

“Il dottore mi ha chiamata e mi ha detto che non eri più tra i suoi assistiti e casualmente si era cancellata anche la Vedova Allegra del palazzo di fronte e guarda caso tutti e due avete chiesto di essere messi in carico ad un medico del quartiere Cassetta a sei chilometri da qui. Ma come cazzo ti è venuto????”

Antonio guarda un punto del tavolo della cucina, sta raccogliendo fiato e idee.

“E poi tu e quella finta bionda che veniva a scuola con te non vi siete ancora messi l’anima in pace. Volete flirtare con la pressione che avete? Insieme non fate una pressione normale. Ma guardati….. ma cosa mi significa cambiare medico..?”

“Avevo voglia di cambiare, di fare una cosa nuova e poi tu mi dici sempre di uscire, di trovarmi un intrattieni. Con Elena abbiamo tante cose in comune e se proprio devo dirla tutta..tra noi c’è una posologia che tra me e te non c’è più. Siamo d’accordo su tutte le somministrazioni dei farmaci sia orali che rettali. ”

La moglie si siede sconsolata “Non avevo dubbi che ti avrebbe stregato con le somministrazioni rettali e orali. Gagliardi me lo aveva detto che lei il paracetamolo lo preferiva per via rettale per una maggiore efficacia antipiretica.”

Intanto Antonio si alza per prendere un pò d’acqua. Sul tavolo vibra il suo cellulare. La moglie legge il messaggio “Ti aspetto domattina per la somministrazione orale”.

“Antonio….non mi sto sentendo bene…oddio mi gira la testa..” la consorte sviene.

Antonio prende subito la moglie, la stende e le alza le gambe. Un pò di profumo per passarlo sotto le narici e farla riprendere. Chiama subito il dott. Gagliardi “ Dottore sono Antonio….si lo so che lei non è più il mio medico ma…ho capito devo rivolgermi al nuovo medico…. sì lo so ma è per…..DOTTOR GAGLIARDI STO CHIAMANDO PER MIA MOGLIE CHE E’ SVENUTA….va bene l’aspettiamo.”

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