CUCUMAZZO E IL MOCCACCINO

Bernardo Cucumazzo è un consulente aziendale. Oggi ha un appuntamento in un’azienda cliente per una riunione con l’amministratore delegato. Deve definire un credito a suo favore che va avanti da un bel po’. Durante il tragitto riceve un messaggio vocale dal dottor Trincheri, l’amministratore.

“Cucumazzo mi deve scusare ma un impegno imprevisto non mi permette di raggiungerla in sede. Ho lasciato tutto alla dottoressa Gloria Allisanti, la nostra nuova responsabile dell’amministrazione. A presto”

Che palle, pensò Bernardo. Ora questa non la conosco e invece con Trincheri abbiamo un ottimo rapporto anche se quando si tratta di pagare prende sempre tempo e scuse. Di solito quelle dell’amministrazione sono dei mastini rompicoglioni.

Parcheggò l’auto nei posti dedicati ai fornitori e si avviò all’ingresso. Compilò il modulo per il Covid e si sanificò le mani con il gel a disposizione degli esterni. Le porte automatiche si aprirono e si avviò verso le scale per salire al piano degli uffici. Guardando il telefono non si accorse della persona che stava scendendo. Sentì in modo inequivocabile alcune particelle di sandalo e di muschio di quercia che portavano senza dubbio ad uno Chanel n.5. Alzò la testa e un sorriso gli domandò:

“Cucumazzo?”

“Si, sono io”

“Piacere Gloria Allisanti. Tricheri mi ha detto di averla avvisata della sua assenza e che farà il controllo con me. Vuole un caffè?”

“Bene, si grazie.”

“Così ci mettiamo al lavoro. Ne abbiamo per un po’.”

Gloria era uno spettacolo. In un mondo di amanti filiformi di running, pilates, yoga e spinning quella donna era Giunone. Le forme sembravano scolpite da un antico scultore greco. Proporzioni perfette. Gonna grigia e camicia bianca. Cucumazzo non riuscì ad evitare di poggiare lo sguardo per pochi secondi sul décolleté. Gli sembrò di sentire i bottoni della camicia di Gloria che dicevano “Oh ragazzi io non so quanto possiamo resistere appesi alle asole. Qui tira tutto”

“Cucumazzo mi spiace ma il caffè è finito. Le consiglio il moccaccino.” 

Come fai a dirle di no. Cucumazzo però aveva avuto una triste esperienza con il perfido moccaccino. Era stato chiuso in una toilette aziendale per due ore con un forte mal di pancia. Pensò che stavolta sarebbe andata meglio. Magari qui usavano una miscela diversa.

“Grazie Gloria vada per il moccaccino”

Lo bevve piano. Nessun problema.

“Gloria, lei non lo prende il moccaccino?”

“No, io sono terrorizzata dal moccaccino. Mi crea disturbi allo stomaco, e come dicono qui in azienda, fa cagare!” e sorrise di gusto.

Cucumazzo pensò che era una stronza.  Com’è, sai che è una schifezza e me lo consigli?

Deve essere una pre-tattica. Mi vuole mettere in difficoltà. Mi vuole creare disagio.

Si accomodarono al tavolo da riunione ed iniziò il lavoro di controllo e riscontro della documentazione progettuale su cui Cucumazzo vantava una somma che era stata velatamente messa in dubbio da Trincheri e che Gloria invece contestava apertamente.

Ogni importo che secondo lei non andava bene lo cerchiava in rosso e Cucumazzo avvertiva una fitta al cuore e controbatteva riuscendo alcune volte ad ottenere un punto interrogativo accanto al cerchio rosso. La sua attenzione però era rivolta sempre allo stesso punto. Gloria se ne era accorta e nel girarsi per prendere un evidenziatore si era sbottonata leggermente per aumentare la visibilità delle cupole.

“Vede Cucumazzo, qui siamo di fronte ad una quarta….” fece una pausa

Cucumazzo per un attimo pensò alla misura del seno di Gloria che ormai era visibile per metà..

“…attività non realizzata completamente. non crede?”

Cucumazzo annuì lasciando strada libera al cerchio rosso implacabile della matita di Gloria.

“Bernardo, le dispiace se la chiamo per nome?”

“No, anzi. Mi fa piacere”

Gloria si piegò sulla poltrona per prendere qualcosa dalla borsa e un altro bottone si sganciò.

“Oggi non funziona neanche l’aria condizionata, fa un caldo terribile” Gloria alzò le braccia per raccogliersi i capelli e fermarli con l’elastico preso dalla borsa. Questo movimento fece arrivare una folata di Chanel che colpì Cucumazzo in pieno volto.

Il moccaccino iniziava a dare segnali preoccupanti, il seno della dottoressa Allisanti si stava palesando come il terzo segreto di Fatima e lo Chanel n. 5 faceva il resto.

Cucumazzo era in balia totale. Poco importava se ad occhio e croce aveva intuito una decurtazione di circa il sessanta per cento del suo credito. 

“Cucumazzo, io vorrei che lei fosse allineato su queste due cose..”  prese una pausa

Bernardo fissò dacapo le cupole.

“…missione e visione della nostra azienda. Mi segue?”

Visibilmente frastornato chiese di andare in bagno.

“Credo che l’unica toilette disponibile sia questa nella sala riunione. Le altre sono state pulite e chiuse dall’impresa delle pulizie che è andata via.”

“Va bene vado qui”

“Faccia con calma Bernardo, devo fare delle telefonate. Ah vede che la porta della toilette è difettosa ma non si preoccupi tanto siamo solo io e lei qui”.

Bernardo pensò “e che due coglioni. Ho da fare la roba grossa per colpa di questo cazzo di moccaccino, la porta non si chiude ed il cesso è pure alla turca…voglio morire”

Per evitare casini si tolse i pantaloni ma si rese conto che non c’era nessun gancio per appenderli. Allora se li mise attorno al collo e alla testa ed iniziò ad assumere una posizione consona al bisogno. Sembrava un cavaliere Berbero, uno di quelli che si trovano nelle canzoni di Franco Battiato. Sentiva che stava per liberarsi ma la pressione accumulata faceva presagire che tutta la zona industriale lo avrebbe sentito. Fece finta di telefonare ad alta voce per coprire il rumore.

“Tutto bene?” chiese Gloria

“Si sì. Un attimo, finisco la telefonata” 

Liberatosi si accorse che non c’era l’ombra della carta igienica. Vedere un cavaliere Berbero piangere è un’immagine che ti stringe il cuore. Dalla tasca dei pantaloni Bernardo vide penzolare gli elastici della mascherina e subito ne fece un uso non previsto ma necessario. Si rivestì e assumendo una postura dignitosa rientrò in sala riunione.

“Mentre era al ..telefono, ho definito l’effettivo suo credito”

“Va bene, quindi vi mando la nota di credito in decurtazione delle fatture emesse”

“Bene Cucumazzo, ha visto che con un po’ di lavoro abbiamo messo a posto la situazione? Ora pensiamo ai prossimi lavori. Prende un altro moccaccino?”

“No grazie ora preferisco andare a casa”

“L’accompagno all’ingresso?”

“Non si disturbi, conosco la strada. Alla prossima” e l’ultimo sguardo andò sempre a finire sulla mission e sulla vision.

“Dott. Trincheri, Cucumazzo è andato via. Abbiamo ridotto il suo credito dell’ottanta per cento. Ho seguito i suoi consigli. Gli ho dato il moccaccino e poi ho usato un po’ di tecnica “vedo non vedo”. Ho tolto anche il gancio e la carte igienica nella toilette. Era prostrato completamente alla fine. Non ha voluto sapere neanche di quanto era la decurtazione. Ora apro un po’ le finestre che quel moccaccino è micidiale. A domani”

Pubblicato da markmccandy

da compilare

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